È Ceccano la centralina della provincia di Frosinone (e del Lazio) con il maggior numero di sforamenti annui per le polveri sottili. Il limite dei 50 microgrammi per metro cubo, da non superare per più di 35 volte all'anno, è stato oltrepassato per 87 volte a Ceccano, quindi per 77 volte a Frosinone Scalo, per 62 volte a Cassino e per 43 volte a Ferentino. Sono queste le centraline che hanno registrato i valori più preoccupanti per la salute dei ciociari. Nonostante il Covid e il lockdown, la situazione non è migliorata.

Rispetto al 2019 Ceccano è ulteriormente peggiorata, da 81 a 87, ma anche dall'anno prima ancora, chiuso a 75. Stesso discorso per Frosinone: in dodici mesi passa da 68 a 77, mentre nel 2018 veniva da 82 sforamenti. Anche Cassino nel 2020 ha un trend negativo, passando da 59 sforamenti a 62 contro i 38 anni di due anni fa. Passo indietro per Ferentino che nei due anni precedenti era stata a 25 e 27 sforamenti, entro i limiti dei 35.

Quanto alle altre centraline Alatri in tre anni passa da 23 a 14 e a 25 sforamenti, arretrando così rispetto al 2019. Frosinone viale Mazzini che, pure, era migliorata nel passaggio dal 2018 al 2019, da 29 a 21, ha finito per crescere nel 2020 con 29 giornate oltre i limiti. Presentano valori inferiori Anagni, 9 sforamenti nel 2018, 3 l'anno dopo e 4 il 2020 e Fontechiari, rispettivamente 1,2 e 0.

Sul fronte della media annua per il Pm10 Ceccano si conferma la peggiore con un valore di 39 microgrammi per metro cubo, davanti a Cassino e Frosinone con 36. Tutti e tre sono valori molto prossimi al limite annuo tollerato, che è di 40 microgrammi per metro cubo. Leggermente più sotto Ferentino con 28, Frosinone viale Mazzini con 24, Alatri con 23, Anagni con 19 e Fontechiari con 15. Nel confronto con l'anno passato, la qualità dell'aria non migliora a Ceccano visto l'incremento da 36 a 39. Tuttavia, in passato si erano toccati livelli maggiori con 47 nel 2015 e 43 l'anno successivo.

Anche Frosinone peggiora da 34 a 36, ma negli anni la situazione era anche peggiore con 43 nel 2016 e 50 nel 2015. A Cassino nel 2019 il dato era stato di 32, quindi, nel 2020 si è registrato un peggioramento, ma nel 2016 il valore si era attestato a 35 e l'anno prima a 40. A Frosinone alta, invece, il livello resta fermo a 24, mentre l'anno peggiore degli ultimi cinque è stato il 2015 con 33.
Anche il Pm2,5 peggiora: Cassino cresce da 21 a 23, ma era stata anche a 27 nel biennio 2015-16, Frosinone alta da 17 a 18, ma nel 2016 era a 26.