Anno nuovo, problemi di sempre. Il 31 dicembre le telecamere della Rai sono tornate a Cassino per puntare ancora una volta i riflettori sulla piaga dei rifiuti dati alle fiamme. Rifiuti di qualunque tipo, compresi materiali plastici e residui da smaltire carcasse di animali incluse senza "lasciare tracce". Il problema è che la traccia c'è, eccome. Lo sanno bene i membri dell'Ansmi, con il presidente Grossi che da tempo ha portato alla luce un problema sottovalutato: la presenza nell'atmosfera, subito dopo i roghi, di sostanze dannose per la salute. E in percentuali elevate.

I sorvoli aerei
L'unità Uav Ansmi sezione provinciale con sede a Cassino dopo aver perfezionato tutte le richieste e i relativi permessi è pronta a iniziare le verifiche aeree.
E in questo periodo festivo, come già annunciato, non farà venir meno il suo supporto. L'operazione si protrarrà fino a marzo, aveva spiegato il presidente dell'Ansmi, Grossi. Che poi ha aggiunto: «Si ricorda che bruciare rifiuti speciali e vegetali è un reato perseguibile penalmente». Il sorvolo si rende necessario nei territori di Cassino, Sant'Elia, Cervaro, Vallerotonda per un continuo «monitoraggio roghi tossici e altri illeciti ambientali».

A pesare e non poco in questa valutazione anche i dati rilevati dalla centralina di viale Dante, con sforamenti di Pm10 alle stelle. Ma più di ogni altra cosa, le continue segnalazioni di roghi appiccati a tutte le ore, in zone di campagna o in zone meno frequentate come l'intera area che si estende tra Cassino e Sant'Elia, di recente ripulita anche dai volontari dell'associazione "Quis Contra Nos" accanto ai falò in giardini privati. Proprio per questo è stato indicato il sorvolo con mezzo aerei a pilotaggio remoto in ottemperanza al regolamento Enac come un potente deterrente agli illeciti.

La ribalta nazionale
Gli ambientalisti hanno deciso di porre ancora una volta l'a ttenzione sulla combustione di rifiuti davanti alle telecamere della Rai (per un servizio per "Buongiorno Regione") per non abbassare la guardia. I rappresentanti di Italia Nostra, di Anpana, Fare Verde e Ansmi hanno accompagnato le telecamere nelle periferie, laddove spesso i resti delle sostanze bruciate indicano la presenza di un illecito ormai consumato.
Ad avanzare un appello al prefetto è stato Francesco Altieri, presidente dell'Anpana e guardia ecozoofila: coinvolgere i volontari nell'azione di vigilanza ambientale per poter intervenire subito. «Un valido sostegno per bloccare un fenomeno che non accenna a diminuire. La possibilità di elevare delle sanzioni, ad esempio, potrebbe costituire un vero deterrente a una pratica illegale quanto dannosa» ha aggiunto. Davvero troppo ampia l'area da presidiare per le forze di polizia presenti e già impegnate in un mirato e capillare controllo del territorio. I volontari potrebbero essere un supporto importante.