Serve a ben poco ragionare ad alta voce con l'automotive come unico orizzonte possibile. Piuttosto uno scatto di maturità del territorio verso economie alternative. Per non vivere una monocultura economica e per dare respiro ad altre realtà produttive. Un nuovo asset di sviluppo è quello che sta, pian piano, emergendo. A parlarne è il presidente del Cosilam Marco Delle Cese.

Presidente, tutti guardano con particolare apprensione a quanto accade in Fca: cassa integrazione, contratti di solidarietà. Ma nelle piccole imprese dell'i ndotto qual è la situazione? «Il contesto è particolarmente difficile e questo è sotto gli occhi di tutti. È chiaro che le aziende dell'indotto, in particolar modo le micro e piccole realtà, stanno vivendo la parte più difficile. Una situazione che è ulteriormente messa a dura prova dall'emergenza Covid».

Ci sono molte micro imprese che non hanno diritto ad ammortizzatori e che vivono solo grazie alle commesse da Fca. Per loro quale futuro si prevede?
«Io sono convinto che Fca non ci deluderà, siamo un territorio forte, laborioso e con grandi professionalità.
Siamo il punto di produzione Alfa Romeo. Tutto questo conterà. Ma su questo punto mi permetto di aggiungere uno spunto di riflessione. Credo sia arrivato il momento che tutti si impegnino a creare forme di economia alternative. Tante volte si è parlato di questo, ma quasi mai si è passati ai fatti».

E in questa direzione come Cosilam cosa state facendo?
«In un anno così difficile abbiamo intensificato gli sforzi su più fronti. Stiamo lavorando molto per aggiungere nuovi asset industriali al nostro territorio. Penso all'aeroporto di Aquino, abbiamo creato un gruppo di lavoro insieme con il Comune coinvolgendo esperti di fama nazionale. L'obiettivo è quello di dar vita a un segmento industriale che possa essere di supporto con servizi specifici al settore dei velivoli. Poi c'è la grande scommessa della Green Valley, in questo caso ci sono partner nazionali che credono nel progetto. Vogliamo essere i primi a sperimentare e creare i prodotti di bio-plastica e bio-edilizia. Abbiamo un orizzonte, un futuro, che ci aspetta. E noi non staremo a guardare».

In più occasioni sono state evidenziate le difficoltà che si vivono nell'area industriale di Cassino a causa dei problemi di viabilità e delle multi-competenze tra enti. Nel 2021 si riuscirà a risolvere questo nodo e dare risposte alle aziende?
«Un importante passo in avanti è stato già fatto. E questo grazie all'intuizione del Presidente del Consiglio Regionale del Lazio Mauro Buschini che, qualche mese fa, ha creato una grande cabina di regia dove ci sono tutti gli enti interessati. In questo modo c'è uno scambio veloce e immediato di informazioni, ma soprattutto vengono definiti i compiti. Il Cosilam ha un ruolo centrale, come è giusto che sia, e i risultati di questo lavoro si stanno vedendo e si vedranno a breve.
Credo che si stia percorrendo la giusta strada».

Ma in termini di opere cosa avete in cantiere? «Abbiamo recentemente pubblicato il bando che prevede la copertura delle vasche del depuratore di Villa Santa Lucia con l'installazione di un impianto di trattamento degli odori. Proprio su questo tema stiamo rispettando gli impegni e abbiamo fatto enormi passi in avanti e già nella scorsa estate abbiamo potuto constatare i primi risultati. Inoltre, siamo pronti per pubblicare il bando per la fibra e abbiamo approvato un pacchetto composto da dieci progetti su tutto il territorio Cosilam dal valore di oltre tre milioni e mezzo di euro.
Questi ovviamente si sommano ai progetti già in corso».

La maturità di un territorio si vede dalle iniziative giovanili. Sia per età dei protagonisti, sia per la freschezza di idee che si vogliono o si possono immettere anche in realtà strutturate perché il mercato cambia velocemente. C'è questa maturità? O c'è una prospettiva per calamitarla o attirare investimenti in una terra ricca di industrie e aziende ma sempre in affanno? 
«Assolutamente sì. C'è la maturità, ci sono le idee, le professionalità. I nostri giovani sono al centro dell'innovazione digitale che sta investendo l'Italia.
Ma aggiunto anche un altro aspetto. Vede, la manifattura e l'industria del vecchio continente nei prossimi anni sono sicuro che vivranno un profondo mutamento perché diventeranno comprimibili due costi che non lo sono stati fino ad ora. Non mi riferisco solo al costo del lavoro che è stato il tema centrale degli ultimi decenni, ma soprattutto ai costi dell'energia e della materia prima. Questo perché l'energia potrà contare sulle nuove tecniche di lavorazione dei rifiuti e questi ultimi diventeranno la materia prima secondaria.
Questa la sfida che abbiamo davanti a noi e io vedo un territorio pronto e una classe dirigente pronta, giovane e dinamica».