Antonio Costa è un lavoratore, una delle tante partite iva che rappresentano una buona fetta dell'Italia. È nel settore delle scommesse, gestisce uno dei punti più innovativi del Cassinate. Ha preso "carta e penna" e ha scritto al presidente del Consiglio Conte, si è fatto portavoce di una situazione critica con la quale stanno combattendo un po' tutte le partite iva a causa dell'emergenza sanitaria e di tutte le restrizioni imposte dai decreti che si sono susseguiti settimana dopo settimana. Il suo è un settore che è rimasto fermo per mesi e che ha potuto riaprire e rimettersi a regime solo in autunno, non senza difficoltà e con spese che si erano accumulate.

«In molti non hanno riaperto - ha spiegato - la situazione non è facile e sono necessarie misure urgenti e mirate». Antonio, più conosciuto come Tony, ha dato voce a tutti i professionisti del settore che dal Nord al Sud, dalla città più grande al paese più piccolo stanno facendo estrema fatica ad andare avanti, stretti nella morsa dei debiti e delle tasse che si sono accumulate diventando zavorra. A lavorare nella sua attività sono lui e la moglie e in questi mesi i sostegni arrivati sono stati davvero esigui, soprattutto se considerati a fronte di spese quotidiane sia per mantenere i locali che per mandare avanti la famiglia. Affitti, bollette, sanificazioni, spese che normalmente di affrontano con il lavoro onesto di tutti i giorni ma che diventano paura e incertezza quando non si può lavorare.

In paese tutti conoscono Tony, un amico, un gran lavoratore, uno che non si è mai tirato indietro davanti all'impegno e che ha deciso di scendere in trincea e di dare voce alla sua categoria, quella delle partite iva: «Non è una questione personale o privata, si tratta di un'intera filiera». «Antonio Costa é un caro amico, prima ancora di essere un lavoratore serio ed onesto - ha commentato Alessandro Vincitorio esponente di FdI - Condivido il suo sfogo e la sua lettera indirizzata al Premier Conte, perché il suo è solo un recriminare il diritto al lavoro che gli è negato ormai da tempo e soprattutto ritornare a dare una serenità economica alla propria famiglia. Il Premier è distante dalla realtà che vivono i cittadini e i lavoratori onesti tutti i giorni, tanto che non sa quanto duro lavoro c'è dietro un'agenzia di sala scommesse che è autorizzata dallo stesso Stato».