La pioggia, il passo lento misto a grande commozione. E nel cuore quella serenità che Donato aveva sempre in volto. I mille impegni della sua giornata li serbava solo nella mente mentre dispensava pazienza e costanza per tutto e per tutti. E poi c'era quel sorriso degli occhi, inconfondibile. Era così il presidente della Banca Popolare del Cassinate, Donato Formisano. E quei suoi passi nel territorio sono diventati impegno stabile e una costruzione continua, dal dopoguerra fino alla vigilia di Natale, quando non ha fatto mancare il suo saluto ai dipendenti della banca che presiedeva da 34 anni.

Ieri, nella Concattedrale c'era il canto "Quando busserò alle tue porte" ad accogliere un intero territorio che ha voluto tributargli il proprio affetto, dalle persone semplici unite a personalità di ogni ambito, ordine e grado, nel rispetto delle normative.
Lo stesso don Benedetto Minchella, dal pulpito, ha voluto ricordarlo attraverso le parole della "sua" Cassino. «Vicinanza e affetto quello della città per un uomo che ha saputo vivere davvero per il prossimo. Ciò che mi ha stupito in questi giorni, da quando ci è stata data la notizia della morte di Donato, è che si è scatenata sui social una gara a voler manifestare tutta la cordialità, la vicinanza e un legame di sentimenti che ha caratterizzato Donato nei rapporti con persone e istituzioni».

Per questo ha voluto pronunciare una breve "collezione" di ciò che è strato detto di lui, perché a parlare fossero le persone, a raccontare il suo modo di vivere, di essere, di trasmettere. E nella chiesa sono risuonate le "voci" di un territorio, gli aggettivi di istituzioni o cittadini, la descrizione delle qualità, i ricordi di un instancabile Donato che ha lasciato un segno di sé ovunque. E il "grazie" per quanto compiuto per la terra cassinate (e non solo) con la chiosa finale "tutto ciò che ha fatto, lo ha fatto per amore e con amore per la sua città".

«Anche il vescovo Gerardo ha voluto porgere le più sincere condoglianze alla famiglia unendosi all'invocazione di misericordia dalla comunità di cristiani per l'anima del carissimo Donato». E ancora, don Benedetto ha ricordato episodi personali uniti a quell'amore infinito per la famiglia. Ha celebrato lui i 50 anni di matrimonio con la moglie, poi i sessanta. E, come amava ricordare Donato, uniti al fidanzamento "fanno settanta". «Allora, in questo momento, se abbiamo ascoltato tutto ciò che è stato Donato, noi dovremmo chiederci "ora che cosa c'è? Ci viene in mente il Vangelo "non sia turbato il nostro cuore".

Il Signore ricorda a ciascuno di noi che la morte è un passaggio inevitabile verso una luce eterna dove la bellezza vissuta in vita trova soddisfazione nella gioia e nella pace dell'eternità». A salire sul pulpito, a fine celebrazione, il direttore generale della Bpc, Nicola Toti e il presidente del Collegio Sindacale, Sergio Lanni per un saluto di commiato. A commuovere le parole del figlio Vincenzo, accompagnato dalle sorelle, che ha iniziato con "caro papà...".