Sui pavimenti gli adesivi delle frecce direzionali e del simbolo della primula. Perché anche la Ciociaria, come tutta l'Italia, prova a rinascere con un fiore. Ieri il Vaccine-day all'ospedale Fabrizio Spaziani. Un evento non soltanto simbolico ma pure operativo considerando che dà il via alla fase decisiva della "guerra" al Coronavirus. Presenti il Governatore Nicola Zingaretti, l'assessore regionale alla sanità Alessio D'Amato, il presidente del consiglio regionale Mauro Buschini. E il Prefetto Ignazio Portelli. C'erano anche, tra gli altri, i consiglieri regionali Sara Battisti e Loreto Marcelli e il presidente del Consorzio Asi Francesco De Angelis. Impeccabile e attentissima la dottoressa Pierpaola D'Alessandro, direttore generale della Asl di Frosinone. Perfetta l'organizzazione dell'evento.

L'inizio della campagna
La prima a ricevere il vaccino anti Covid è stata Antonella Campana (medico specializzando). Poi gli altri quattro operatori sanitari individuati con lei come "testimonial": Marina Sebastiani (medico), Eugenio Giangrande (medico), Franca Nardone (operatrice sociosanitaria), Paolo Ceccano (infermiere). Esaurita questa fase, si è poi proceduto a vaccinare altri 35 sanitari. Per un totale quindi di 40. Con le 335 dosi di ieri la Regione Lazio ha completato la prima fase che prevedeva 955 vaccinazioni. La dottoressa Marina Sebastiani non ha nascosto l'emozione. Il presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti lo ha sottolineato. Rilevando: «Ci si può anche commuovere al momento del vaccino. Come è accaduto a Marina Sebastiani, infettivologa all'ospedale di Frosinone e come accade a tanti operatori e operatrici in queste ore». Paolo Ceccano, il primo infermiere della Asl a vaccinarsi, ha affermato: «Vaccinarsi significa cercare di preservare sé stessi dal rischio più terribile affrontato dall'uomo negli ultimi secoli. Farlo con una profonda consapevolezza significa voler garantire una minor diffusione del virus. Vaccinarsi diventa un atto di rispetto e amore nei confronti della grande rete della vita».

Il piano
Stamattina alle 8 alla Asl verranno consegnate altre 2.900 dosi del vaccino della Pfizer. Saranno somministrate ai sanitari dell'Azienda Sanitaria ma anche al personale e agli ospiti delle prime Rsa. Poi si proseguirà. Ma è evidente che il programma è in evoluzione. L'organizzazione della Asl è stata definita dal manager Pierpaola D'Alessandro. Il centro di riferimento (hub) è l'ospedale Fabrizio Spaziani di Frosinone, dove verranno stoccate le circa 11.000 dosi di vaccino che verranno consegnate in questa prima tranche. L'organizzazione delle equipe vaccinali prevede, per l'hub, tre postazioni, che opereranno in parallelo per 7 ore al giorno per 6 giorni. Un piano in grado di poter sottoporre a vaccinazione circa 130 operatori al giorno. Ogni squadra sarà composta da un medico, quattro infermieri, un operatore sanitario ed un amministrativo (per tutte le registrazioni e il monitoraggio). Questo per quanto riguarda il Fabrizio Spaziani di Frosinone. Ma anche presso gli altri presidi ospedalieri, cioè Cassino, Sora e Alatri, sono state definite delle postazioni di vaccinazione (Spoke), per circa 40/50 somministrazioni giornaliere. In totale quindi, per quanto riguarda le vaccinazioni, la Asl può arrivare a 280 somministrazioni giornaliere.

La carta della Asl
"Insieme per sconfiggere il Covid": questo il titolo della Carta della Asl per la promozione della vaccinazione. Nella quale Carta si legge: «Gli operatori sanitari sono chiamati alla massima adesione verso la campagna vaccinale anche al fine di abbattere ogni forma di diffidenza verso le vaccinazioni. Come documenta la storia della medicina, esse hanno costituito lo strumento maggiormente efficace per sconfiggere le malattie infettive diffusive. Gli operatori sanitari sono quindi investiti di un'ulteriore responsabilità. Protezione individuale, contributo all'immunità di gregge ed esemplarità di comportamento sono quindi i contributi che gli operatori sanitari sono chiamati a dare alla campagna vaccinale anti-Covid. Il richiamo alla responsabilità sociale non si esaurisce ovviamente con l'impegno dei soli operatori sanitari. La scuola, l'università, i mass media hanno altrettanti obblighi e responsabilità morali nei confronti della riuscita della campagna vaccinale anti-Covid. In ciò sta l'importanza dell'esemplarità del comportamento degli operatori sanitari».

Vaccine day alla Città Bianca
Vaccine-day pure per il gruppo Ini, in particolare per l'Ini Città Bianca di Veroli. Sono stati infatti somministrati i primi vaccini agli operatori sanitari dell'Ini Città Bianca di Veroli, nella Asl di Frosinone. Il dottor Carmine Romaniello, risk manager del gruppo Ini, ha detto: «È una giornata molto emozionante. E dopo mesi lunghi e complessi si apre finalmente un orizzonte nuovo e di grande speranza in questa pandemia». In una nota il gruppo Ini sottolinea che «i primi a sottoporsi a vaccinazione sono stati il dottor Carmine Romaniello, la dottoressa Eloisa Antignani e gli infermieri Margherita Viglianti e Matteo Recchia». E si aggiunge: «Nelle prossime settimane Ini Città Bianca e Ini Grottaferrata saranno in prima linea come centri per la somministrazione del vaccino».

L'orgoglio del manager
Pierpaola D'Alessandro, direttore generale della Asl, ha spiegato: «Hanno aderito alla campagna di vaccinazione più di 3.300 tra sanitari e operatori della Asl. C'è un grandissimo gioco di squadra che testimonia generosità e solidarietà. La protezione individuale e collettiva è fondamentale. Quella di oggi è una giornata storica, che dedichiamo ai nuovi nati».
L'impegno della Regione
Il presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti ha voluto ringraziare tutti gli operatori sanitari della provincia di Frosinone. Spiegando: «Sono in trincea da quasi un anno». Quindi ha argomentato: «Oggi è un giorno di speranza, si vede la luce in fondo al tunnel. Ma sarà lunga. Guai a pensare che sia finita. Per arrivare alla vaccinazione di massa serviranno mesi. Iniziamo un percorso che ci porterà all'ultimo miglio. E all'ultimo miglio o si diventa campioni o si commettono degli errori.

Noi vogliamo diventare campioni. L'adesione alla vaccinazione anti Covid nel Lazio è molto alta. Dobbiamo portare avanti una campagna di massa. Lo dobbiamo alle vittime. Non siamo alla fine dell'incubo, ma la svolta è indubbia». L'assessore regionale alla sanità Alessio D'Amato ha affermato: «Una grande emozione vedere come i primi operatori sanitari della Asl di Frosinone vaccinati si siano commossi. Domani (ndr: oggi perchi legge) arriveranno altre 2.900 dosi in Ciociaria. Ci aspettano mesi difficili e complicati, ma indubbiamente queste giornate sono molto significative. La nostra intenzione è di portare avanti un piano molto flessibile e operativo. Nel quale piano intendiamo coinvolgere anche i medici di famiglia, i pediatri e le farmacie». Il presidente del consiglio regionale del Lazio Mauro Buschini ha scritto: «Anche in provincia di Frosinone sono iniziate le vaccinazioni contro il Covid. Un momento atteso da molto tempo perché il vaccino è l'arma per debellare la pandemia e perché si fa concreta l'idea del ritorno alla normalità. La strada è lunga, ma è quella giusta. Adesso è fondamentale continuare a rispettare le regole, la battaglia contro il Covid la vinceremo tutti insieme».

E stamattina alle ore 10 la Presidenza del consiglio regionale del Lazio organizza un webinar sul "Piano dei vaccini anti Covid nel Lazio". Modererà l'incontro il presidente Mauro Buschini e interverranno l'assessore alla sanità Alessio D'Amato, il dottor Giuseppe Ippolito, direttore scientifico dell'Istituto nazionale Malattie Infettive Lazzaro Spallanzani e il consigliere regionale Marco Vincenzi.

Nicola Zingaretti ha poi definito "incommentabile" quanto successo alla prima vaccinata d'Italia Claudia Alivernini, infermiera ventinovenne dello Spallanzani, vittima di hater che hanno creato dei profili falsi per minacciarla. La ragazza ha chiuso i suoi social e denunciato quanto accaduto alla Polizia postale. L'assessore Alessio D'Amato ha notato: «Insulti e offese non fermeranno certo la determinazione dell'infermiera Claudia Alivernini che non ha mai interrotto la sua attività presso l'Istituto Spallanzani e le Uscar. Ho espresso a lei la solidarietà di tutto il Sistema sanitario regionale e ho avuto modo di constatare la forte determinazione di una professionista sanitaria che non si lascia intimidire dai "leoni da tastiera"».