La prima operazione era scattata a gennaio scorso, quando gli agenti del Commissariato di Cassino avevano individuato un magazzino utilizzato per lo stoccaggio pieno di sigarette di contrabbando.
La proprietaria del contratto di affitto del box, quarantatrenne di origini campane, era stata denunciata, il maxi carico di bionde sequestrato ed erano state avviate mirate indagini per capire chi potesse essere coinvolto nel business.

Nelle scorse ore, la Polizia di Stato ha eseguito tre misure cautelari del divieto di dimora nel Comune di Cassino e di obbligo di presentazione alla pg nei confronti di tre campani la donna e due amici (P.D., P.L., F.E) ritenuti parte dell'intero "ingranaggio", e per questo responsabili dei reati di contrabbando e di uso di atto falso. Erano stati gli agenti del Commissariato di Cassino, guidati dalla dottoressa Salerno, a sequestrare l'ingente quantitativo di tabacchi di contrabbando, del valore di 340.000 euro; per un totale di 235.000 euro di imposte evase.

«Nel corso delle indagini è stato accertato che il sodalizio era composto da tre persone: una donna (l'intestataria del contratto di affitto del magazzino in cui furono trovate le sigarette) e due uomini, noti alle forze di polizia, che avevano pianificato tutta l'operazione illecita di allestimento del locale per adibirlo a deposito dei tabacchi di contrabbando, prelevati di volta in volta con dei furgoni, per il trasporto e la successiva commercializzazione illecita nell'area di Napoli» hanno spiegato dalla Questura. L'approfondimento degli agenti ha permesso di completare il quadro. Ai tre soggetti è stata contestata l'associazione per delinquere, l'illecita detenzione dell'ingente quantitativo di tabacchi e relativamente a uno di loro, l'utilizzo di una carta d'identità falsificata, utilizzata per pianificare l'operazione ed evitare di essere individuato.