«Orgoglioso sì. E molto molto emozionato. Fino a sabato non avevamo capito fino in fondo la forza - anche emozionale - del momento». Sono queste le parole a caldo di Omar Altobelli, 45 anni, operatore socio-sanitario dal 2005, originario di Aquino.
È Omar il primo uomo in Italia ad aver testato il vaccino allo Spallanzani con la convinzione di chi ha avuto da sempre ben in mente la strada da seguire: «Mi vaccino perché ho piena fiducia nella scienza. E oggi credo sia la cosa più importante, sia per me che per le persone che mi circondano. Dal parente al paziente» aveva detto. E ieri lo ha fatto.

Con la stessa fede nella scienza di quando ha intrapreso il suo percorso che lo porta spesso lontano da casa, dalla "sua" Aquino, dove c'è la famiglia. E le sue origini, che rivendica con orgoglio.
Venerdì l'informazione veicolata per potersi iscrivere sul format regionale ma senza indicazioni specifiche. «L'e-mail aziendale pareva non funzionasse. Ho tentato più volte ma nulla». Poi la comunicazione ufficiale sabato mattina, dopo la domanda su cosa ne pensasse del vaccino: «Quando mi hanno comunicato telefonicamente di essere stato scelto tra i primi cinque, sono stato davvero contento. E la mia famiglia, a dir poco orgogliosa» ha continuato, sottolineando di stare bene e di essere pronto a ricevere tra 21 giorni la seconda dose.

«Non ho mai avuto paura. Viaggio spesso, mi vaccino sempre e ho grande fiducia nella scienza. Se la sicurezza è data al 95%, io ho una fiducia totale - ha proseguito Omar - Forse, se di paura si può parlare, l'unico timore è quello del contagio da Covid». Una gratifica lavorativa importante, che segna un punto in favore della ricerca. «Invito tutti a farlo, per uscirne il prima possibile. È davvero difficile poter proseguire in questo modo: la pandemia ci ha tolto un aspetto umano fondamentale, quello diretto con i pazienti e con le persone». A chi dice che questa pandemia non esiste, Omar risponde: «Li invito a farsi un "tour" (tutele permettendo) in un reparto Covid, per vedere cosa significhi davvero per i medici e gli infermieri. So che non si può convincere tutti e non sarebbe giusto farlo. Ma non stiamo scherzando affatto. Se dovessero ammalarsi, però, sappiano che noi ci siamo. E che faremo il possibile per aiutarli». «Siamo reattivi, consapevoli e più uniti - conclude - Questo uno dei pochi insegnamenti di questo lungo e difficile periodo».

Il sindaco di Aquino, Libero Mazzaroppi, ha dedicato a Omar parole uniche: «In prima linea, ha messo in campo tutta la sua passione professionale e la sua disponibilità contro il nemico che stiamo per sconfiggere. Un abbraccio Omar! Da tutti noi che siamo orgogliosi di te».
Le reazioni
«È stata un'emozione forte vedere questa mattina Omar Altobelli ricevere commosso, primo uomo in Italia, il vaccino anti Covid-19. Uno straordinario operatore socio-sanitario di origini frusinati, che da mesi è in prima linea nel contrasto alla diffusione del virus. Un professionista serio e rigoroso, dal grande cuore ciociaro» ha affermato l'assessore alla Sanità della Regione Lazio, Alessio D'Amato. «L'obiettivo simbolico del V-Day con le 130 vaccinazioni presso l'Istituto Spallanzani è stato raggiunto. Una giornata storica e piena di significato che ha visto due figure simbolo come Claudia Alivernini e Omar Altobelli - ha aggiunto - Non poteva esserci inizio migliore. È tutto pronto le vaccinazioni che proseguiranno nella giornata di oggi nelle province di Rieti e Viterbo e nella Asl Roma 1, Asl Roma 2, Asl Roma 3 nonché nei policlinici universitari e l'ospedale pediatrico Bambino Gesù».

«È un orgoglio per la nostra terra essere rappresentati anche in questo giorno così importante che segna l'inizio di una nuova sfida per contrastare la pandemia - scrive il presidente del Consiglio regionale del Lazio, Mauro Buschini». «Inizia una fase nuova - aggiunge - che accende la speranza per un ritorno alla normalità che tutti auspichiamo. Grazie a chi ha lavorato in questi mesi per giungere al vaccino in tempi così rapidi e grazie agli operatori in trincea nella lotta al virus. La strada è lunga, ma - conclude Mauro Buschini - è quella giusta per vincere questa battaglia».