Tutto da rifare. O almeno quello che era stato messo da parte per dedicarsi al fronte franoso più consistente e pericoloso. Parliamo della bonifica dell'alveo del torrente Sant'Antonio che la notte del 15 ottobre scorso, sotto una pioggia torrenziale, trascinò a valle decine di metri cubi di pietre, sassi, fango e acqua che sommersero un tratto della strada regionale 627 che attraversa quel torrente in territorio di Picinisco. È successo che le piogge copiose dei giorni scorsi hanno rimesso in moto detriti e fango riportandoli a valle, proprio dove il torrente incontra la regionale: le operazioni, fin lì a buon punto, sono state costrette a riprendere di gran lena per cercare di sgombrare l'alveo da questo nuovo materiale.

«Si è capito che la bonifica doveva interessare anche oltre l'area colpita dalla frana del 15 ottobre», dice il sindaco Marco Scappaticci che segue giornalmente le fasi di ripristino della sicurezza in quella zona. «È fondamentale mantenere in servizio il tratto di strada rimasto chiuso dal maggio 1984perché permette di raggiungere la zona a monte del torrente e intervenire con lavori di prevenzione ora e per il futuro», aggiunge Scappaticci che, implicitamente, ammette che il torrente Sant'Antonio è meglio attraversarlo a debita distanza, magari su un ponte alto venti metri, proprio quello da decenni esistente e che, per cause ancora inspiegabili, viene tenuto chiuso al traffico: per l'intervento di questi giorni, le ruspe sono state costrette ad aprirsi una strada a lato del torrente, tutto tempo sottratto ai lavori in corso. Intanto, agli oltre due mesi trascorsi dalla notte del 15 ottobre, ora bisogna aggiungere altre settimane prima di vedere la riapertura in sicurezza del tratto, di poche decine di metri.

Disagi che continuano per le popolazioni di San Biagio Saracinisco e della contrada piciniscana della Liscia (qui operano diverse aziende casearie in difficoltà a mantenere i contatti con la clientela) anche se l'attivazione di un senso unico alternato ne allevia le conseguenze. Si spera che il tempo, che però non promette niente di buono, aiuti a completare i lavori.