Cartellino rosso dall'Antimafia a un'altra ditta di trasporti di Veroli. L'obiettivo è contrastare l'infiltrazione mafiosa nelle imprese. L'azienda che non potrà partecipare ad appalti pubblici è la "Futura" con sede a Castelmassimo dei soci Tommaso Geremia, 36 anni, di Cassino (è anche l'amministratore unico) e Giuseppe Capasso, 40 anni, di Caserta. A firmare l'interdittiva il prefetto di Frosinone, dottore Ignazio Portelli, che presiede il Gia, il gruppo ispettivo antimafia, un gruppo interforze composto da carabinieri, guardia di finanza, direzione investigativa antimafia e polizia, che ha il compito di analizzare le imprese e valutare se queste possano subire o meno un condizionamento mafioso. È stata la prefettura di Frosinone a dare l'annuncio ieri sulla pagina Facebook dell'interdittiva antimafia (la sesta emessa in circa sei mesi). L'ultima quella che ha interessato un'altra azienda di trasporti del territorio ciociaro, dopo quella della ditta Pigliacelli Spa, sempre con sede a Veroli. Secondo le accuse i titolari dell'impresa "Futura" facevano da schermo ai casalesi. La stessa azienda, si ipotizza, utilizzava mezzi e personale del clan. Molti mezzi utilizzati intestati alla Caturano autotrasporti, famiglia risultata nel tempo vicina al clan dei casalesi.

«La ripresa economica – si legge nella nota della prefettura di Frosinone – è bene che avvenga su progetti chiari e impegno per il bene collettivo, tenendo, per quanto possibile, lontana la mala fiancheggiatrice della criminalità organizzata. Per tale ragione nei giorni scorsi si conferma che è stata emessa un'altra interdittiva per una ulteriore impresa di autotrasporti i cui titolari facevano da schermo al solito gruppo dei casalesi, da lungo tempo impegnati e appassionati in questo settore di attività e collezionisti di misure di rigore. L'impresa in questione per non consentire di equivocare o di avere dubbi, utilizzava direttamente mezzi e personale dei casalesi. Gli stessi autisti possiedono curricula di rispetto. È un impegno lungo e faticoso per allontanare gli interessi mafiosi da questa provincia e per affermare la piena libertà economica».