Se si cerca una storia coinvolgente, oltre a nuovi personaggi a cui affezionarsi, il suo racconto sicuramente piacerà. Per i nostalgici di alcune saghe che ci hanno appassionato per anni arriva il libro di un giovane scrittore ciociaro, Valerio Cattini con "Il dono di Siba e le stirpi degli Arkaadi". La sfida di Cattini è di suscitare un interesse simile con i suoi soggetti. L'opera è acquistabile sia in versione ebook che cartacea da Amazon.it e Kindle app.

La passione per la lettura non lo ha mai abbandonato, anzi, il passo di provare con la scrittura è arrivato in modo molto naturale. È sempre stato portato per il disegno e la narrativa. Scrivere lo porta a mettere in pratica la sua fantasia.
Proprio da Cattini, nato a Frosinone, dove ha vissuto fino a sette anni fa, poi trasferito ad Anagni dove risiede attualmente, ci siamo fatti raccontare come nasce il suo libro. Tra un servizio e un altro (lavora nell'azienda di famiglia, alla Telcab Elettronic) Valerio non rinuncia a far "viaggiare" la sua mente.

"Il dono di Siba". A cosa è ispirato il titolo del libro?
«Il titolo, che dà il nome al volume pubblicato, si rifà alla storia narrata. Il dio Siba, una delle divinità degli uomini presenti nello scritto, donò quest'oggetto (il dono appunto) agli uomini arkaadici (l'etnia umana principale) circa 1800 anni prima lo svolgere degli eventi narrati. L'artefatto racchiude un enorme potere magico e all'inizio della storia narrata viene sottratto con la forza, e quindi i popoli arkaadici e i loro alleati si metteranno all'opera per scongiurare che esso venga usato contro di loro. Più avanti si scoprirà che a rubarlo saranno stati gli elfi scuri del Culto di Jetiric (una setta di negromanti affiliati al Tempio delle Tenebre) e che essi vorranno impiegarlo per riportare in forma di essere vivente lo spirito di un principe elfico (Jetiric appunto) che tutti davano per morto da secoli».

Che messaggio intende lanciare con il suo libro?
«Essendo un libro fantasy (simil Signore degli anelli) diciamo che ho inteso la storia come un racconto, non per forza con messaggi da leggere tra le righe. Nello scritto si toccano temi quali bene comune tra popoli amici, difesa delle proprie identità storico culturali, religione, ma non c'è un messaggio ben preciso dietro al volgere degli eventi che coinvolgono i protagonisti».

Tre aggettivi per descrivere il suo libro...
«Epico: le gesta dei personaggi tenderanno a caratterizzare i protagonisti della storia, dove vari percorsi indipendenti si intrecceranno in una trama comune che li condurrà a raggiungere vari scopi, comuni e personali. Dettagliato: ho cercato di ricreare un mondo quanto più "vero" possibile, dove c'è una storiografia pregressa, una serie di avvenimenti su cui basare la "cultura" dei popoli, così come le religioni dei popoli, anche di nani ed elfi che sono presenti nel libro. Nell'estratto presente su Amazon (scaricabile come anteprima) ho inserito le due mappe digitali che ho creato partendo da disegni su carta, dove c'è in alta risoluzione l'illustrazione dei luoghi narrati. Vietato ai minori: la storia presenta scene di combattimento dove nei duelli che avvengono c'è una dettagliata descrizione delle azioni e delle conseguenze, che si parli di duelli magici o di spada. Le scene le ho rese quante più reali possibile, e la collana che presenta altri due libri avrà a volte anche scene di sesso che per i minori non sono adatte. Non si scade assolutamente nel volgare, ma ho preferito inserire anche nelle prime pagine dell'ebook una dicitura che raccomanda la lettura ai maggiorenni. Anche sulla piattaforma su cui ho pubblicato (Amazon.it) il libro viene considerato un 18+».

Perché diventare uno scrittore oggigiorno e che cosa significa esserlo oggi?
«La tecnologia ci sta sicuramente aiutando, almeno nel mio caso è così. Per quanto mi riguarda essendo sempre impegnato con il lavoro full time ed avendo famiglia, provare a sbarcare sul mondo del libro cartaceo sarebbe stato davvero difficile, in quanto non avrei avuto il tempo giusto da dedicare per poter presentare il mio prodotto ad un eventuale editore. Il KDP di Amazon mi ha in qualche modo offerto la possibilità di mettere a disposizione di chi vorrà la mia opera, che ho creato e corretto autonomamente, e che ora è disponibile a tutti».

Un messaggio che intende lanciare alle nuove generazioni anche per invogliarle ad apprezzare il valore della lettura...
«Leggere apre la mente. Spesso si sente dire "mai aperto un libro in vita mia". Una frase a cui io risponderei con un "mi dispiace per te". Un libro è una fonte di cultura, qualsiasi sia il tema che tratta. Leggendo si apprende, si approfondisce, si conoscono cose nuove. Da parte mia non posso che spingere i ragazzi di oggi a provare a leggere un romanzo, ma nel mondo dello smartphone e con il tempo che si dedica ai social sicuramente diventa difficile».