Un cena pagata a caro prezzo quella consumata da un gruppo di amici la scorsa sera. I carabinieri li hanno beccati mentre erano in nove a mangiare, oltre l'orario previsto, in un noto ristorante del territorio.
Inutile dire che, oltre a non essere stato rispettato l'orario imposto dal decreto, non ci fossero adeguate spiegazioni al convivio, così per i commensali sono scattate le multe, 400 euro a testa, una cenetta davvero di lusso.

I controlli dei carabinieri della Compagnia di Cassino rientrano nell'ambito di predisposti servizi attivati per il rispetto delle disposizioni per il contenimento da contagio Covid-19. A intervenire alla cena "fuori programma" i militari della stazione di Piedimonte San Germano, oltre ad aver elevato sanzioni amministrative con la multa di euro 400 ai nove commensali, è stata proposta la chiusura dell'attività di ristorazione alla competente Autorità amministrativa.

Il periodo delle feste si annuncia più complicato del previsto tra giovani e meno giovani che sfidano i divieti per poter trascorrere qualche ora in compagnia, e forze dell'ordine in azione 24 ore su 24 per assicurarsi che le norme previste dai decreti siano effettivamente rispettate. Al primo posto la tutela della salute pubblica, si annunciano giorni critici per le forze dell'ordine.
Militari in azione
A San Vittore i carabinieri hanno fermato un giovane a bordo della sua auto che non ha saputo spiegare la motivazione della sua presenza. Il ragazzo che arrivava dalla provincia di caserta, e quindi da fuori regione, non ha fornito ai militari della stazione di Cervaro giustificazioni circa l'esistenza di comprovate esigenze lavorative o situazioni di necessità ovvero per motivi di salute, ed è scattata la multa. Ad Aquino, invece, i carabinieri della stazione coordinati dal maresciallo Parrillo della Compagnia di Pontecorvo hanno notificato l'ordine di esecuzione della sottoposizione alla misura cautelare degli arresti domiciliari ad un trentaduenne del posto.

Il giovane, arrestato il 10 ottobre scorso dagli stessi carabinieri per spaccio di sostanze stupefacenti, dopo la convalida dell'arresto da parte del Tribunale di Cassino, era stato sottoposto all'obbligo di dimora nel comune di residenza. Nonostante ciò ha più volte violato le prescrizioni che gli erano state imposte dal giudice che, su segnalazione dei militari, ha ritenuto necessario aggravare la misura cautelare.