Bambino travolto e ucciso da un trattore che si è sfrenato il 9 ottobre scorso in via Calanzio, mentre stava facendo i compiti in un capanno, a casa di un amico, con altri due compagni. Per Mario Graziani, 10 anni, non c'era stato nulla da fare. Colpo di scena durante l'incidente probatorio del nuovo accertamento esteso al titolare dell'azienda della Lombardia che ha prodotto il rimorchio. Accertamento tecnico di venerdì scorso, durante il quale i tre consulenti della procura hanno rilevato come in realtà serviva un accertamento anche al sistema frenante del trattore.

Si allarga, dunque, l'inchiesta, che si estende anche all'impresa costruttrice del trattore. Accertamenti necessari per capire se ci sono anomalie nella predisposizione del manuale delle istruzioni sul rimorchio e sul sistema frenante sia del rimorchio, sia del trattore. Quello, quindi, che sembrava un caso chiaro, di una terribile tragedia in cui ha perso la vita il piccolo Mario, ha coinvolto anche le ditte di costruzione dei mezzi. Sospeso quindi l'accertamento tecnico di venerdì disposto dal pubblico ministero. Si attende ora una nuova relazione dei tre tecnici, gli ingegneri Leonardo Vita e Vincenzo Laurendi e l'ispettore Luca Gasbarra, per poi procedere con nuove operazioni e quindi verificare se gli avvisi di garanzia possano essere estesi ad altri.

Il pm ricordiamo ha contestato inizialmente l'omicidio colposo al quarantottenne C.C., proprietario del mezzo agricolo, difeso dall'avvocato Nicola Ottaviani. Successivamente il pm Barbara Trotta ha esteso l'imputazione provvisoria anche al legale rappresentante della società del rimorchio. A seguito di accertamenti tecnici anche con lo Spresal, Servizio per la prevenzione e sicurezza ambienti di Lavoro, sono state ripetute le stesse condizioni del sinistro con esito mortale ma secondo il profilo indicato nel manuale, se effettivamente semirimorchio sfrenato ciò può significare che le istruzioni d'uso non sono sufficienti nel prevedere tutte le situazioni volte a eliminare pericolo.
Il titolare dell'azienda della Lombardia che ha prodotto il rimorchio del mezzo è difeso dall'avvocato Vincenzo Galassi. Ora si attende la nuova relazione dei consulenti per poi procedere con le ulteriori operazioni.