Inquinamento nella Valle del Sacco, ci sarà un processo per stabilire se le morti e le malattie degli abitanti della zona della Marangoni Tyre, ad Anagni, sono imputabili all'azienda. Tutti a giudizio. Così ha deciso il gup del tribunale di Frosinone Antonello Bracaglia Morante al termine della lunga fase preliminare nella quale c'erano state in passato tre richieste di archiviazione.

La procura di Frosinone, attraverso il pm Vittorio Misiti, che si basa anche sui risultati di una consulenza, contesta i reati di disastro ambientale, omicidio colposo e lesioni personali gravissime a Massimo Alessandri, 56 anni, di Rovereto, ex presidente del cda della Marangoni Tyre, consigliere delegato, amministratore unico e liquidatore della società; Mario Marangoni, 89, di Rovereto, già presidente del cda; Giorgio Italo La Manna, 76, di Barletta, consigliere delegato dal 2009 al 2012; Gerardo Magale, 71, di Frosinone, ex direttore dell'organizzazione della fabbrica e procuratore speciale; Gian Luigi Carnevale, 49, di Roma, ex direttore dell'impresa e della produzione; Luigi Marco Pucinischi, 56, di Latina, ex responsabile tecnico della società, difesi dagli avvocati Nicola Ottaviani, Enrico Morigi e Roberto Fiore.

Le parti offese sono 57, tutti residenti sull'Anticolana.
Sono rappresentate dagli avvocati Alessia Maggi, Angelo Galanti e Caterina Frattali che hanno depositato uno studio epidemiologico e una consulenza fatta dai dottori Teresa Petricca e Giovanbattista Martino dell'associazione dei medici di famiglia per l'ambiente.

Le parti offese si sono ammalate nel tempo di varie e gravi patologie, tanto che 21 sono morte tra il 2004 e il 2014. Ieri hanno ottenuto un primo punto a proprio favore. Come un punto a favore l'ha ottenuto la difesa.
Su richiesta dell'avvocato Ottaviani è stata esclusa la costituzione di parte civile di Legambiente nazionale sul presupposto che si era nella fase delle repliche per cui si sarebbe incorso in una violazione del diritto di difesa.

Peraltro, la costituzione di parte civile potrà essere riproposta alla prima udienza, fissata per il 16 aprile davanti al giudice monocratico Marta Tamburro. Il giudice ha evidenziato la presenza di consulenze che vanno in direzioni diametralmente opposte per cui ha demandato al giudice del dibattimento l'accertamento della responsabilità penale.