Una provincia appetibile per la criminalità organizzata. Che la Ciociaria, a metà tra Roma e Napoli, sia un territorio sul quale guardano i gruppi malavitosi non è una novità, ma un'ulteriore conferma, con il ventiduesimo posto in Italia, giunge dal rapporto sull'indice di permeabilità alla criminalità organizzata delle province italiane. Il rapporto si inserisce nel protocollo d'intesa tra Direzione nazionale antimafia ed Eurispes. Con esso si misurano «due fenomeni, distinti ma strettamente connessi, vulnerabilità e appetibilità dei territori».

Nell'introduzione di dice che «la permeabilità ha uan natura complessa e multidimensionale che non può essere ridotta esclusivamente a un fenomeno di violenza, ma deve essere analizzata attraverso uan più ampia lente socio-ecnomica».
Sono le province calabresi e campane ha presnetare i valori più elevati dell'indice: dopo Crotone e Vibo Valentia c'è Napoli, quindi Reggio Calabria.
Danilo Magliocchetti, consigliere comunale di Frosinone, commenta così il rapporto: «la provincia di Frosinone ha un indice di permeabilità di colore azzurro, che significa medio-alta, con un valore di 102,66 e una graduatoria nazionale che la pone al 22° posto, su 106 province prese in esame».

Dunque, aggiunge Magliocchetti: «Da ciò si evince, in primo luogo che il territorio della provincia di Frosinone è senza alcun dubbio appetibile per la criminalità organizzata, e che si tratta di un territorio potenzialmente vulnerabile, in questo la disoccupazione e la situazione finanziaria di imprese e famiglie giocano senz'altro un ruolo significativo. In secondo luogo però, è altrettanto chiaro che, se la criminalità non si è radicata poi, con una presenza tangibile e concreta sul territorio, proporzionale alla appetibilità, ciò lo si deve al prezioso ed encomiabile lavoro svolto, quotidianamente, da tutte le forze dell'ordine, dalla magistratura e dalla sua attività di indagine sempre puntuale e spesso preventiva, dal prefetto di Frosinone, sempre particolarmente attento all'evolversi di tutti i fenomeni potenzialmente criminosi.

A tutte queste persone ed Autorità, va rivolto un sentito grazie, per l'importante ed indispensabile lavoro compiuto, specialmente in questo particolare periodo di crisi economica e sociale per il territorio, legata al Covid, laddove le infiltrazioni criminose e mafiose, in un tessuto sociale vulnerabile, come testimoniato dall'Eurispes, potrebbero essere ben più invasive e pericolose».