Stessa "tecnica". Stesso "schema". Da Roma a Milano il "copione" è stato simile. E per lui, Claudio Marini, 48 anni, già in carcere a Roma da Ferragosto con l'accusa di violenza sessuale, è arrivata ieri un'altra notifica per un'ulteriore misura cautelare, sempre per lo stesso reato. Deve rispondere di appropriazione indebita, documenti falsi e abusi sessuali su una ragazza da poco maggiorenne e su almeno altre tre ragazze tra i 23 e i 29 anni.

La polizia di Stato, coordinata dalla Procura della Repubblica di Milano, ha eseguito l'ordinanza della misura cautelare in carcere. Stando alle accuse, Marini organizzava finti casting, cominciando con un appuntamento in un albergo, per poi continuare con un secondo in un fast food e infine con "provino" in un appartamento a Milano. Propio qui scattavano gli abusi.
L'indagine è cominciata l'11 luglio di quest'anno, dopo che la ragazza si è presentata negli uffici della Questura di Milano. L'aspirante attrice ha raccontato alla polizia di essere stata contattata telefonicamente per partecipare al casting dedicato alla produzione di un film dal titolo "La forza dell'amore", al quale si era iscritta attraverso un sito di un'agenzia. Arrivata poi al colloquio, il quarantottenne, che si era presentato come il responsabile dei casting, aveva abusato sessualmente di lei. Da qui sono partite subito le indagini degli agenti. Indagini che hanno permesso di identificare il regista e hanno portato all'individuazione di almeno altre tre vittime dello stesso reato. Si tratta di ragazze tra i 23 e i 29 anni. Mentre le indagini milanesi erano in corso, alla vigilia di Ferragosto, Marini era stato arrestato dalla procura di Roma per fatti simili a questi, che si sarebbero verificati tra il settembre 2019 e il luglio 2020.

L'arresto a Roma
Marini è stato arrestato alla vigilia di Ferragosto dai carabinieri di Roma con l'accusa di violenza sessuale nei confronti di alcune ragazze che stava selezionando in provini individuali per film (Miele amaro, Un gioco pericoloso e La forza dell'amore) e che si sarebbero dovuti girare da lì a poco.
A puntare il dito contro l'uomo sono state otto ragazze che hanno denunciato gli atti di presunta violenza nelle scorse settimane e mesi. L'indagine, infatti, condotta, tra i mesi di febbraio e luglio scorsi, dai carabinieri della Compagnia Roma Parioli, ha tratto origine da diverse denunce presentate da giovani donne, aspiranti attrici, vittime di atti di violenza a sfondo sessuale che sarebbero stati perpetrati dall'indagato nel corso di finti "casting" per la realizzazione di film, di fatto inventati.

Nello specifico, secondo l'accusa, nel corso dei provini, le vittime venivano invitate ad un primo incontro organizzato presso sedi-uffici presi in affitto ad hoc, con la finalità di accattivare la loro fiducia e di rendere la prospettiva di poter aspirare ad una parte nel film quanto più realistica possibile.
Nel primo procedimento il regista Marini si è affidato per la difesa all'avvocato Mario Di Sora il quale ha depositato mesi fa l'istanza di accesso a misure alternative di detenzione rispetto alla custodia cautelare per Claudio Marini. Ieri il nuovo arresto per il quarantottenne frusinate, noto organizzatore di concorsi di bellezza. Nel secondo procedimento è invece difeso dall'avvocato Giuseppe De Lalla.