Sono i numeri a dire che non c'è paragone. Tra la prima e la seconda ondata del Covid-19 in provincia di Frosinone. E a dare la dimensione dello tsunami che si è abbattuto sulle strutture sanitarie ad ogni livello. Sono passati 290 giorni dall'inizio della pandemia in provincia di Frosinone. Il 2 marzo venne registrato il primo caso di positività al Sars-Cov-2. La prima ondata è durata fino al 20 giugno. In quel momento in Ciociaria si registravano 679 contagiati e 52 decessi.

La seconda ondata è iniziata il 30 settembre. Da quel momento fino a ieri, mercoledì 16 dicembre, ci sono stati 11.781 nuovi casi e 165 persone morte positive al Coronavirus. Cioè un volume di contagiati 17 volte maggiore rispetto alla prima ondata. E più del triplo dei decessi. Nel mezzo un periodo che va dal 21 giugno al 29 settembre, nel corso del quale i contagiati sono stati 400 e i decessi 7.

In totale in Ciociaria i contagiati sono stati 12.860, i morti positivi al Covid 224. Vuol dire che nel corso della prima ondata (2 marzo-20 giugno) si è contagiato il 5,2% del totale. Mentre i decessi sono stati il 23,2% del dato globale. Invece nella seconda ondata (30 settembre-16 dicembre) si è registrato il 91,6% dei casi totali. E il 73,6% dei decessi globali. Tutto questo influisce pure sui diversi indici della pandemia.
Il numero dei contagiati in provincia di Frosinone è di 12.860. I decessi sono stati 224. I residenti nei 91 Comuni ciociari sono 489.083. Il tasso di mortalità misura il rapporto tra i morti per la pandemia e il numero degli abitanti. Significa che c'è stato un decesso per Coronavirus ogni 2.183,40 residenti.

Il 31 ottobre era uno ogni 7.192,39 abitanti. L'attuale indice di mortalità è pari allo 0,038%. Nella prima ondata c'è stato un morto per Covid ogni 9.405,4 abitanti, con un tasso dello 0,010%. Mentre nella seconda ondata c'è stato un decesso per Coronavirus ogni 2.964,13 residenti. Con un tasso di mortalità dello 0,033%.
Dividendo invece il numero degli abitanti per quello dei contagiati, emerge che in Ciociaria è stata infettata una persona ogni 38,03 (il trentuno ottobre il rapporto era uno ogni 105,97). La percentuale attuale è di 2,62%. Nella prima ondata risultava contagiato un ciociaro su 720,29. Per una percentuale dello 0,138%. Nella seconda ondata, invece, contagiato un abitante della provincia di Frosinone ogni 41,5. La percentuale è del 2,40%.

Poi c'è l'indice di letalità, cioè il rapporto tra persone finora contagiate (12.860) e decessi (224). La percentuale è dunque dell'1,74%. Vuol dire cioè che in provincia di Frosinone si è registrato un decesso ogni 57,41 persone contagiate. L'indice di letalità della prima ondata era molto più alto, considerando i 52 decessi su 679 persone contagiate. Vuol dire che moriva una persona ogni 13,05 positivi. Per una percentuale del 7,6%. Nella seconda ondata 11.781 contagiati e 165 decessi. Significa un decesso ogni 71,4 casi positivi. Percentuale dell'1,40%. Chiaro che i grandi numeri hanno fatto la differenza rispetto alla prima ondata, nel corso della quale, bisogna ricordarlo, era stato disposto il lockdown totale.

Dicevamo che siamo nella quarantaduesima settimana dall'inizio della pandemia. Questo l'andamento finora: 55 contagi il quattordici dicembre, 83 il quindici, 122 il sedici. Per un totale di 260 casi: media di 86,6 ogni ventiquattro ore. Nella quarantunesima settimana il trend era stato il seguente: 55 casi il sette dicembre, 121 l'otto, 12 il nove e ancora 121 il dieci, 124 l'undici, 178 il dodici, 133 il tredici. Il totale era stato di 744 positivi in sette giorni, per una media di 106,28 ogni ventiquattro ore. Nella trentatreesima settimana la media era stata di 101,57 casi al giorno. Nella trentaquattresima di 183,28, nella trentacinquesima 235,86, nella trentaseiesima 292 (il picco), nella trentasettesima 224,28. Nella trentottesima 225,71, nella trentanovesima 134,42. Poi 99,57 nella quarantesima. Pure questi numeri testimoniano l'impatto della seconda ondata.

A dicembre 1.657 nuovi positivi: 103,5 ogni ventiquattro ore. Media sicuramente più bassa rispetto a novembre (219,66) e ottobre (113,8), ma comunque notevolmente più alta rispetto a settembre (7,43) ma anche a marzo (13,8) e aprile (7,63), i due mesi dell'impatto iniziale. Inoltre, tra ottobre (3.528), novembre (6.588) e dicembre (1.657) ci sono stati 11.773 nuovi contagiati. Su un totale di 12.860. Il 91,54% del totale. 11.773 positivi in settantasette giorni: per una media di 152,89 ogni ventiquattro ore. L'ondata autunnale sta nelle cifre. Così come sta nelle cifre della curva dei decessi, che resta pesantissima. A dicembre 56 morti positivi al Sars-Cov-2. In sedici giorni: la media è di 3,5 ogni ventiquattro ore. A marzo i decessi erano stati 25, ad aprile 23, a maggio 2, a giugno 8. Poi zero morti sia a luglio che ad agosto, 1 a settembre e 9 ad ottobre. Quindi 100 a novembre.

In ogni caso, negli ultimi tre mesi si sono registrati 165 dei 224 decessi dall'inizio della pandemia in Ciociaria. Il 73,66%. Continuano a crescere anche i guariti. Sono 9.490 su 12.860 contagiati. Vale a dire il 73,79%. In sorveglianza domiciliare ci sono 2.256 persone positive. Il trenta giugno ce n'era una sola. E in quel momento i guariti erano 535. Pure queste sono cifre che fanno capire la diversità tra le due fasi della pandemia. Davanti ci sono due scenari. Il primo è quello del piano vaccinale. Ormai il conto alla rovescia è cominciato. Ma c'è pure il rischio della terza ondata. In questa strettoia l'imperativo categorico rimane uno solo: raffreddare la curva.