Occhi nuovamente puntati sul blitz antidroga scattato nella città di Sora all'inizio di ottobre. Agli indagati dell'operazione "Requiem", che nella maggior parte dei casi si sono avvalsi della facoltà di non rispondere durante gli interrogatori di garanzia che si sono svolti nelle scorse settimane, è stato notificato il giudizio immediato fissato a febbraio 2021. Sicuramente, però, la maggior parte degli indagati, tramite i loro legali, chiederà il rito abbreviato. Nel collegio difensivo gli avvocati De Robertis, Baldassarra, Marziale, Palumbo, Masecchia, Vellucci, Ceccarelli e Maietta.

In queste ore si stanno espletando le procedure e sono in corso di lavorazione decine di fascicoli. Ricordiamo che l'operazione, condotta dalla squadra mobile di Frosinone e dal Comando provinciale della Guardia di finanza, ha portato all'arresto di 25 persone. Pesanti le accuse, tra cui associazione per delinquere finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti, riciclaggio, estorsione.

Le indagini partirono nel 2018 da alcuni arresti per spaccio e da diversi sequestri di droga avvenuti a Sora.
Sin da subito gli agenti intuirono che i singoli episodi di spaccio erano riconducibili a una vera e propria organizzazione malavitosa, ben strutturata e in stretto contatto con gruppi malavitosi campani. Gli inquirenti hanno individuato due fazioni, una che fa capo a una famiglia di origini campane trasferitasi a Sora nei primi anni ‘90, e una seconda locale, al cui vertice c'erano pregiudicati sorani. L'operazione "Requiem" svegliò la città con il suono delle sirene mentre un elicottero perlustrava il territorio e le unità cinofile setacciavano le case degli indagati.