Finiti i lavori, ma non i disagi. Sono quelli che patiscono gli automobilisti che percorrono le strade interessate dalla posa della fibra, lavori cessati pochi giorni fa dopo una lunga sospensione dovuta al lockdown primaverile.

Prima la realizzazione di uno scavo lungo le principali strade del centro storico e di Atina inferiore, poi la posa del cavo, quindi la chiusura e successiva asfaltatura. Solo che, in molti punti, l'operazione di asfaltatura deve aver saltato qualche passo del disciplinare: dopo una settimana le macchine sono tornate a rifare tutto, nella speranza che il secondo intervento ovviasse ai risultati tutt'altro che ottimali del primo.

Invece, qualche giorno dopo ecco tecnici e operai a sondare lo scavo con una serie di fori alla ricerca di chissà cosa: terminato quest'altra operazione i cittadini hanno atteso invano che quei fori (nel frattempo divenute buche) venissero ricoperti con l'asfalto. Con la pioggia dei giorni scorsi e il traffico che ha collaudato i lavori appena finiti, la striscia di bitume ha ceduto rendendo il piano stradale sconnesso e praticamente inutilizzabile: le auto (quando possono, cioè sempre), i cicli e motocicli scansano per prudenza quella striscia sconnessa che mostra tutta la sua inadeguatezza al confronto con la preesistente pavimentazione lì di fianco.

L'inverno appena iniziato è ancora molto lungo e in alcune zone interessate ai lavori, il sole è un optional con il freddo che aggredisce la sede stradale di notte e di giorno e penetrando in profondità fino a sgretolare ogni cosa. Se poi, come accade tra gennaio e febbraio, passano i mezzi spargisale si capisce come quel sottile strato di asfalto non ha davanti un futuro radioso.

Intanto, i cittadini di Atina invocano un ulteriore intervento, stavolta deciso e risolutivo, che rimetta la sede stradale nelle condizioni di uso così come lo era prima degli scavi: solo così si chiuderanno le numerose buche lasciate aperte lungo la striscia e si ripristina la sicurezza della strada.