«Cassino è lo stabilimento del gruppo Fca dove le vendite sono crollate più che altrove, nel 2020, e il 2021 si presenta come una grande incognita». Questo è quanto stato evidenziato ieri nel corso dell'assemblea promossa dalla Fiom-Cgil e che, come spiega Rosa D'Emilio, «è solo il primo passo, perchè, a partire dalla prossima settimana, altre assemblee si terranno nel rispetto delle normative, quindi sempre all'aperto e con il distanziamento, nelle fabbriche dell'indotto».

D'Emilio si dice soddisfatta dell'esito dell'assemblea di ieri in Fca: «Non solo una massiccia presenza in termini numerici, ma anche tanta voglia da parte degli operai di essere informati, si respira un clima diverso». Uno dei punti affrontati in assemblea riguarda la Giulietta, ovvero come e dove verranno collocati i circa 500 operai che oggi lavorano su quella linea. Linea che, entro la fine dell'anno, terminerà la sua mission perchè Giulietta uscirà fuori produzione. Quindi la Fiom ha evidenziato: «Il Grecale non arriverà prima della seconda metà del 2021 ma da solo sappiamo tutti chenon sarà in grado, seppur affiancato a Giulia e Stelvio a saturare lo stabilimento e a livellare i volumi occupazionali di cui avremmo bisogno. Il fulcro di tutto questo è rappresentato dalla fine imminente del modello Giulietta che dal 2010 è quello che ci ha traghettati finora e che sancisce la scomparsa del segmento C dal sito produttivo di Cassino. Quale destino attende tutti i lavoratori di Giulietta che una volta terminate le ultime vetture rischiano di essere in esubero? Chiediamo che questi lavoratorivengano giustamentecollocati sulle linee di Giulia e Stelvio e che non si aprano scenari ben più pesanti. Un'altra questione di primaria importanza è quella delle condizioni e dei carichi di lavoro perché se da un lato il numero degli operai scende (siamo ormai sotto i 3.500), dall'altro lato i carichi di lavoro sono sempre più mal distribuiti e qualora all'orizzonte si dovesse prospettare un turno unico in che condizioni e con quale sicurezza questo verrà messo in atto. Per questa organizzazione esiste un'unica via per informare ed aprire un dibattito attivo ed è quella delle assemble e dei lavoratori».

Quindi sono stati snocciolati i numeri: «Lo stabilimento di Cassino in particolare è fra quelli che più risente della crisi del mercato dell'auto globale. Complice il fatto delle scarse vendite (fra le più basse di tutto il gruppo) e un piano industriale, che ci fu presentato nel 2018 come quello che avrebbe portato piena occupazione entro il 2021, sono state puntualmente smentite da un continuo ricorso agli ammortizzatori sociali e stagioni produttive che non hanno mai sortito l'occupazione che ci era stata promessa».