La cura del decoro del nostro quartiere. Passano poche macchine, a passo d'uomo. Persino i bambini in estate giocano per strada. Siamo amanti degli animali, quasi tutti abbiamo un pet tra i membri della famiglia. A San Michele Arcangelo c'è addirittura la gatta di quartiere, Carlotta, abbandonata da piccola e cresciuta amorevolmente da alcuni dei residenti, che entra ed esce dalle case e persino dalla chiesa senza essere disturbata.

Chiunque sia stato, conosce bene le abitudini dei nostri amici pelosi. Sa perfettamente che i gatti padronali, insieme a qualche randagio, sono soliti stazionare nei pressi del luogo dove è stata rinvenuta la trappola avvelenata.

Un'azione premeditata, vigliacca ed inqualificabile che denuncia una personalità malata e psicotica. L'idea che si tratti di qualcuno che vive qui sembra impossibile e fa paura. Chi non si ferma dinanzi al dolore di un essere debole ed indifeso, non si ferma dinanzi a nulla.

E se un bambino piccolo si fosse incuriosito per quelle piccole palline colorate? Un attimo di distrazione e sarebbe potuto succedere l'irreparabile. Sembra che non sia stato il primo episodio. Probabilmente, con la stessa tecnica, qualche mese fa furono avvelenati due gatti, uno dei quali fortunatamente si riprese.

Un dolore immenso, che solo chi condivide i propri spazi con un animale di affezione può comprendere fino in fondo. All'epoca, non furono trovate prove, anche se gli indizi puntavano tutti in una precisa direzione. Prove che ora invece sono state chiaramente rinvenute.

Episodi come questo gettano un'ombra sul rapporto che alcuni individui hanno con l'ambiente che li circonda e, nel tempo di Natale, fanno ancora più impressione.