Trecento abitanti fissi d'inverno. Una comunità serena e ridente. Composta prevalentemente di anziani. Un mondo straordinario e un paesaggio dalla bellezza unica.

Siamo ad Acquafondata dove, pare, che mai sia arrivata una comunicazione Asl in Comune con casi di positività dall'inizio della pandemia. "Che Dio che la mandi sempre buona", dice qualcuno. Perché la paura c'è lì come ovunque. Ma la piccola comunità è scrupolosissima e, col supporto dell'amministrazione, rispettano le norme alla lettera.

Il sindaco, Antonio Di Meo, conferma: «Non sono a conoscenza di casi ufficiali. I cittadini sono disciplinatissimi, meritano questo risultato. Certo il timore c'è sempre. Chi non ha paura, diceva mio nonno, ha paura. Chi non ha paura alla fine è incosciente e non va bene».

E, intanto, per Natale la comunità si sente un po' sola. Come tutti gli abitanti dei piccoli centri. Anche raggiungere Vitcuso a 4 chilometri non si potrà fare come pure ricevere la visita di un figlio a 6 km. E il sindaco Di Meo, come tanti suoi colleghi in questi giorni, ha lamentato le scelte dall'alto che vanno a penalizzare pesantemente i piccoli centri.

Intanto, Covid a parte, il maltempo di questi giorni ha creato problemi di linea. «Dopo i temporali, purtroppo nonostante i lavori fatti dalla Vodafone per darci campo, ancora qualche problema c'è con le intemperie».