Le richieste dirinvio a giudizio per la morte di Maurizio Gaglione, il ventunenne di Cassino travolto nel 2013 dalla lastra in marmo di un cancello a Sant'Elia Fiumerapido, erano state in due. A processo per un'ipotesi di omicidio colposo, il proprietario della villa dove si verificò la tragedia insieme al progettista e direttore dei lavori che si occupò della costruzione della stessa. Il dramma che sconvolse due comunità si verificò il 28 dicembre di sette anni fa, poco dopo l'una.

Maurizio Gaglione fu colpito da un blocco pesantissimo in marmo nella villa in località Tascitara, dove era in corso una festa tra amici. Suonò, si disse, nessuno rispose e forse pensò di scavalcare. Gli inquirenti affermarono che la pesante lastra in marmo finì per schiacciare il ragazzo. Troppo gravi le ferite che riportò alla testa: inutile ogni soccorso. L'intima festa tra amici si trasformò in pochi istanti in un inferno. La salma del giovanissimo venne trasportata nell'obitorio di Cassino. I carabinieri, dopo un primo sopralluogo, approfondirono tutti gli elementi in loro possesso per chiarire l'esatta dinamica del tragico incidente. Centrale, in tal senso, il contenuto della perizia disposta dalla procura.

Secondo il giudice dell'udienza preliminare che ascoltò con attenzione l'analisi del pm su quanto rilevato dal consulente (chiamato a stabilire se fosse possibile parlare di rispetto dei doveri nella progettazione della struttura) troppi sarebbero risultati gli elementi da chiarire in fase preliminare. Quindi il rinvio a giudizio e l'inizio del processo. Ieri le richieste del pm Scappaticcio: 8 mesi per gli imputati; poi le complesse discussioni tecniche delle difese e delle parti civili, rappresentate dagli avvocati Giulia De Feo, Giancarlo Corsetti, Armando Pacione, Antonella Germani e Schiavi. Poco prima delle 20 la sentenza di primo grado: assolto il proprietario della villetta; condannato a sei mesi e al pagamento del risarcimento del danno e di una provvisionale elevata per ognuna delle parti civili, il direttore Giuseppe Picano. Motivazioni tra novanta giorni.