Un bambino milanese di quattro anni positivo al Covid già il 21 novembre 2019. A quanto riferisce l'Adnkronos dovrebbe trattarsi del nuovo paziente 1 d'Italia, secondo lo studio dell'università Statale di Milano pubblicato sulla rivista "Emerging Infectious Diseases". E con tre mesi di anticipo su quello che, al momento, è considerato il primo caso di Covid-19 in Italia. Il Laboratorio subnazionale per la sorveglianza di morbillo e rosolia firma il lavoro e Gian Vincenzo Zuccotti, presidente del comitato di direzione della facoltà di medicina e chirurgia, ne ha comunicato ieri i risultati.

Lo studio coordinato da Elisabetta Tanzi dimostra la presenza di Rna di Sars-CoV-2 in un tampone raccolto da un bambino di quattro anni di Milano un anno fa. Si tratta, dicono gli esperti, di un risultato che rivoluziona le conoscenze sulla diffusione del virus. «L'idea - dice la ricercatrice Silvia Bianchi - è stata di indagare retrospettivamente tutti i casi di malattia esantematica identificati a Milano dalla rete di sorveglianza di morbillo e rosolia tra settembre 2019 e febbraio 2020, risultati negativi alle indagini di laboratorio per il morbillo». Il piccolo, nel cui campione raccolto tramite tampone è stato ritrovato l'Rna del Coronavirus Sars-Cov-2, «il 21 novembre mostra tosse e rinite. Il 30 novembre, viene portato al pronto soccorso con sintomi respiratori e vomito. Il 1° dicembre sviluppa un'eruzione cutanea simile al morbillo; il 5 dicembre, viene sottoposto a tampone orofaringeo per la diagnosi clinica di sospetto morbillo».

L'analisi sul campione del bimbo ha mostrato il 100% di identicità alla sequenza di riferimento Wuhan-Hu-1, nonché a sequenze di altri ceppi di Sars-CoV-2 circolanti nel mondo successivamente. Pertanto, chiariscono gli autori dello studio, «non è stato possibile determinare con precisione l'origine del ceppo identificato». I campioni analizzati nello studio sono stati raccolti da 39 pazienti (di età da 8 mesi a 73 anni). Uno solo è risultato positivo a Sars-CoV-2 nell'esame a posteriori. Che il virus circolasse da tempo indisturbato, ragionano gli autori dello studio, era ipotizzabile dall'impatto brusco e repentino con cui si è manifestata la pandemia e dalle successive evidenze scientifiche.