Non si arresta il numero di vittime del Covid in provincia di Frosinone. La settimana, infatti, inizia con altri quattro decessi. Eppure, continua a essere in discesa il dato dei nuovi positivi, ieri 55 a fonte di 31 persone che, invece, si sono negativizzate.

Va aggiunto, però, che il lunedì è il giorno con meno tamponi processati e, dunque, quello che porta il minor numero di positivi della settimana.

Le vittime
Sale a 189 il dato dei morti di Covid in provincia di Frosinone. Ieri il bollettino ne ha riportati altri quattro: un uomo di 86 anni residente ad Alatri, una donna di 74 anni residente a Ferentino, una donna di 67 anni residente a Monte San Giovanni Campano e un uomo di 62 anni residente a Sora. Tutti con patologie pregresse a condizionarne il quadro clinico. Ciò segna un passo indietro, visto che i morti da sei giorni non avevano mai superato le tre unità. Nell'ultima settimana i decessi sono ventuno, 3 al giorno. Sono, invece, 34 in dieci giorni. Si tratta di 20 uomini e 14 donne per un'età media di 76,8 anni. I primi presentano un'età media al decesso di 75,2, mentre le seconde di 79,14. I due estremi sono rappresentati, per i maschi, da 45e 95 anni, per le femmine da 53 e 92 anni. Nei dieci giorni precedenti erano stati 39. Dunque, il dato è in leggera diminuzione, meno 12,8%.

Sta di fatto che negli ultimi venti giorni si contano 73 decessi, mentre per trovare l'ultima giornata senza vittime del Covid bisogna retrocedere al 7 novembre.
Nell'ultimo mese abbiamo 110 decessi per una media di 3,6 ogni 24 ore. Gli esperti ribadiscono che il dato dei morti sarà l'ultimo a calare. Il valore risente del gran numero di positivi tracciati nelle passate settimane (tra il 2 e l'8 novembre furono 2.044). E così, mentre il trend di questi ultimi è in discesa, abbandonate quelle cifre che hanno portato anche a oltre 300 positivi al giorno, quello dei negativizzati in crescita, i morti continuano a rimanere su livelli elevati.

I contagi
Sono 55 i nuovi positivi su 351 tamponi. Ciò vuol dire che è risultato positivo il 15,6% di chi si è sottoposto al test. Una percentuale più alta di quella dei giorni scorsi che, tuttavia, risente del basso numero di test eseguiti.
Del resto i 55 positivi sono in linea con i 54 del passato lunedì come pure con i 69 del 16 novembre e con i 54 del 9 novembre. Per trovarne di più occorre risalire alla settimana del picco, il 2 novembre con 87, mentre il 26 ottobre furono 125. A livello locale l'Asl di Frosinone segnala 5 nuovi positivi a Frosinone, Amaseno, Castro dei Volsci, Ceccano e Fiuggi, 3 a Fontechiari e Veroli e 2 a Sora. In totale a dicembre si contano 698 positivi, per una media di 99,7 al giorno.

I negativizzati
Inoltre all'elenco si aggiungono 31 persone guarite dal Covid. Frosinone presenta anche 5 negativizzati, mentre ne hanno uno ciascuno Ceccano, Fiuggi e Veroli. Dal 17 novembre a ieri si sono negativizzate in totale 4.680 persone, il che fa una media di 222,8 al giorno decisamente superiore al numero dei positivi nello stesso arco temporale: 3.204 complessivi e 152,5 in media. Ciò vuol dire che, ogni giorno, da tre settimane a questa parte, il saldo positivi-negativi vede prevalere questi ultimi di 70 unità al giorno.

La prevenzione
«La fotografia scattata dall'Osservatorio civico sul federalismo in sanità di Cittadinanzattiva-Tribunale per i diritti del malato, presenta alcuni elementi di grande inquietudine per la sanità della nostra regione». Lo afferma Giuseppe Simeone, capogruppo di Forza Italia al consiglio regionale del Lazio. Che dice: «È il campo della prevenzione che sembra mostrare falle preoccupanti. L'effetto Covid appare penalizzare soprattutto l'ambito degli screening oncologici. In particolare negli screening riguardanti il colon rettale nel Lazio si registra una riduzione di oltre il 72%, che si traduce agli effetti pratici in 540 casi in meno diagnosticati di tumore. Deve essere ben chiaro che ritardare gli screening può costare caro. Denunciamo da tempo che ci sono delle evidenti lacune strutturali, sul piano diagnostico, proprio nel settore degli screening che vanno colmate prima possibile.
La pandemia non terminerà, purtroppo domani, e non è accettabile nel 2020 affidarsi alla speranza di non ammalarsi o di non aggravarsi, per sopravvivere».