Una città termale in ginocchio sul piano economico, costretta a vivere quotidianamente dentro un mix di rabbia e rassegnazione, aggrappata alla speranza di un futuro migliore anche se tutto da reinventarsi. Con lo sguardo rivolto alle notizie che giungono dal Governo in materia di contenimento del Covid.

In tal senso oggi dovrebbe essere emanato il nuovo decreto del premier Conte, che andrà a disciplinare anche il periodo dal 21 dicembre al 6 gennaio Che da solo valeva per gli operatori di Fiuggi un buon 10/15% del fatturato annuo. L'impianto del decreto dovrebbe confermare quanto già illustrato nei giorni scorsi.

Natale e Capodanno saranno "blindati" dentro i confini comunali e, dal 21 dicembre al 6 gennaio, blocco degli spostamenti tra le Regioni e divieto di raggiungere le seconde case. Il che tradotto nel gergo fiuggino sta a significare addio alle presenze negli alberghi in quel periodo e con esse ai tradizionali cenoni della vigilia di Natale e di fine anno.

Anche se desta curiosità la possibilità di poter partecipare ad un cenone pernottando in hotel, dimenticandosi però che c'è il divieto di spostamento.
Parlare di confusione forse è un eufemismo. Con la vita delle persone non si scherza e quindi tenere sotto controllo la curva pandemica è un imperativo dal quale non si può prescindere.

Una serie di domande però sorgono spontanee. Che senso ha mantenere aperti gli alberghi, in verità molto pochi, se poi sono vietati gli spostamenti da una città all'altra? A Fiuggi chi dovrebbe usufruirne? Forse i residenti? Come e quando verranno ristorati gli operatori del settore? In quale misura? In questi giorni è giunta la notizia che altri 3/4 alberghi hanno già deciso di dismettere l'attività in via definitiva e vanno a sommarsi a quanti avevano già adottata analoga decisione.

Il che neanche a dirlo sta a significare anche la perdita di altri posti di lavoro. Sono giorni questi dove l'unico dato in crescita si registra nelle persone che si stanno rivolgendo alla Caritas.