Nelle prime ore di ieri mattina la notizia di un'altra azienda della Ciociaria (la quinta negli ultimi mesi) raggiunta da una interdittiva antimafia, si è diffusa in poco tempo destando molto clamore. Veroli e Colleferro i comuni interessati dalle filiali di una ditta leader nel settore degli autotrasporti. Poco spazio all'immaginazione. Una delle imprese più importanti in provincia di Frosinone e con sede proprio a Veroli è quella dell'Autotrasporti Pigliacelli.

Rapporti con la criminalità organizzata. Questo quanto ricostruito dagli accertamenti dopo una istanza presentata alla Prefettura a inizio anno dalla ditta presieduta da Elio Pigliacelli, 85 anni, per essere iscritta nella "white list" e poter così partecipare a gare di appalto.
Da qui e da una serie di verifiche da parte del Gia, Gruppo interforze antimafia, è stato scoperto il legame tra la società "Autotrasporti Pigliacelli" e i gruppi familiari della provincia di Caserta Caturano, Di Nuzzo e Ventrone, già destinatari di specifiche informative interdittive antimafia. Rapporti riscontrati anche nel consorzio "Truck village" di Colleferro in cui la ditta Pigliacelli detiene una quota della società, insieme ai Di Nuzzo e Caturano. Quest'ultima risultata nel tempo vicina al clan dei Casalesi.

La ricostruzione
Non potranno partecipare a gare pubbliche e potrebbero incorrere nella revoca di quelle già aggiudicate. Ieri è scattata l'interdittiva antimafia per l'azienda leader nel settore trasporti non solo a livello locale: Autotrasporti Pigliacelli. Del consiglio di amministrazione, oltre al presidente Elio Pigliacelli, e ad altre cinque persone, ci sono anche i nipoti Ezio Pigliacelli 63 anni, quale consigliere e socio, Marcello Pigliacelli 57 anni, in qualità di socio e il figlio Danilo Pigliacelli 55 anni, consigliere e socio del Cda.
A firmare l'interdittiva il prefetto di Frosinone, dottore Ignazio Portelli, che presiede il Gia, il gruppo ispettivo antimafia, un gruppo interforze composto da carabinieri, guardia di finanza, direzione investigativa antimafia e polizia, che ha il compito di analizzare le imprese e valutare se queste possano subire o meno un condizionamento mafioso.

Tutto parte mesi fa quando arriva in prefettura la comunicazione dell'ingresso del sub contraente ditta Autotrasporti Pigliacelli per gli interventi di realizzazione di collegamenti per la tratta dell'alta velocità "Terzo valico dei Giovi".
Il Gruppo Interforze Antimafia come da prassi effettua accertamenti e approfondisce le richieste. Dagli accertamenti emerge che Elio Pigliacelli era stato segnalato dai carabinieri forestali per attività organizzate per il traffico illecito di rifiuti. Una seconda segnalazione è quella del mese di luglio di quest'anno per "attività di gestione di rifiuti non autorizzata". I carabinieri del Noe effettuano un controllo nella sede dell'azienda Ca.Ve. Dolomitiche, società che si trova a Caserta, e di cui possiede le quote anche la famiglia Pigliacelli insieme a Caturano e a Ventrone. Gli investigatori in quel caso contestarono all'impresa un deposito incontrollato di rifiuti speciali sul luogo di produzione.

Diversi gli elementi acquisite anche in sede di audizione.
«Sono stati acquisiti utili elementi, per ritenere sussistente il pericolo della continuazione dei rapporti con la criminalità organizzata tendente a condizionare le scelte e gli indirizzi - si legge nel dispositivo dell'interdittiva - Ulteriori approfondimenti volti ad individuare i legali e gli assetti societari intercorrenti tra le persone fisiche e giuridiche hanno evidenziato che la società di autotrasporti ha cointeressenze dirette o indirette con numerose società gestite/partecipate da gruppi familiari Caturano, Di Nuzzo e Ventrone già destinatari di specifiche informative interdittive antimafia».
E tra l'altro la prima interdittiva in provincia di Frosinone, dello scorso giugno, è stata adottata nei confronti della Enerfuel, una società di carburanti con sede a Ferentino, legata proprio alla famiglia Di Nuzzo.