Nessun confronto all'americana, tanto atteso, tra Rea e Salvati. Per la Corte d'assise di Cassino le posizioni sono chiare e le prove cristallizzate. Sarà per questo che ieri pomeriggio, dopo l'escussione dell'ultimo testimone della difesa (un avvocato) sono state rigettate tutte le richieste avanzate.

Ci sono volute alcune ore prima che la Corte sciogliesse le riserve sulla possibilità di ammettere un testimone ritenuto dalle difese di Salvati gli avvocati Santopietro e De Santis cruciale, come pure sulla possibilità di procedere con una perizia contabile sui conti: i flussi di denaro, anche i soldi messi da parte nelle damigiane (come emerso dalle udienze) avrebbero spinto gli avvocati di Salvati a chiedere un approfondimento.

Ma questo non è stato ritenuto necessario dai giudici che mirano, entro il 22, a chiudere il processo di primo grado nei confronti dell'ex sindaco di San Giovanni Incarico accusato di concussione in relazione alle presunte tangenti nella gestione dei migranti.

Fino al 9 dicembre sarà possibile depositare ancora produzione documentale. Poi il 15 la discussione delle parti: delle difese di Salvati, dell'avvocato Menga per quella civile e la requisitoria del pm Mattei. Il 22 dicembre, invece, spazio solo a eventuali repliche e sentenza in perfetta linea con il calendario già stilato.