Il principio attivo non era tale da avere un effetto in grado di produrre dipendenze: assolto dal reato di coltivazione e detenzione ai fini di spaccio di droga.
A tirare fuori dai guai un quarantenne del Cassinate è stato il suo legale, l'avvocato Emanuele Carbone, che ha fatto eseguire nuove analisi sulle sostanze rinvenute.

Il blitz dei carabinieri era scattato a seguito di una notizia fornita da una "fonte confidenziale": così era scattata una perquisizione con l'aiuto anche dell'unità cinofila. I militari sono riusciti a individuare una serra per la lavorazione della marijuana, ricavata all'interno del sottotetto dell'abitazione. All'interno del laboratorio erano stati rinvenuti, oltre alla droga, centinaia di bustine per il confezionamento della sostanza nonché dei bilancini di precisione oltre a diverse piante in fase di essiccazione. Il quarantenne è stato per questo denunciato.

Ieri mattina si è svolto il processo a carico dell'imputato, difeso dall'avvocato Emanuele Carbone, il quale dopo aver chiesto e ottenuto l'esame tossicologico della sostanza, ha puntato tutta la difesa sul basso contenuto della sostanza rinvenuta e sequestrata dai militari. Il perito chimico ha potuto constatare che il Thc aveva una percentuale bassissima. Così l'avvocato Carbone ha chiesto e ottenuto l'assoluzione del proprio assistito con la formula perché il fatto non costituisce reato.