Ci sono i romanzi storici e il saggio di politica, l'autobiografia di un celebre personaggio e il romanzo "tout court", il testo di geo-politica e la raccolta di poesie. È un periodo fecondo per le "penne" alatrensi che stanno riempiendo gli scaffali delle librerie locali e provinciali, con libri per tutti i gusti. I generi, infatti, sono diversi: per chi intende spaziare nel romanzo storico, suggeriamo "Il gentiluomo inglese", scritto a quattro mani da Lucia e Maria Scerrato, un racconto che attraversa un secolo di storia mescolando una realtà attentamente ricostruita e una buona dose di finzione narrativa.

Stesso discorso per "Brigante e generale" di Armando Frusone, che rivisita con gusto la figura di Luigi Alonzi, alias Chiavone, senza cedere a facili revisionismi. Spazio alla poesia, invece, con la raccolta "Il mondo visto da vicino", sgorgata dalla felice vena di Irene Sabetta. Il romanzo trova i suoi alfieri in Patrizio Minnucci, che torna ai suoi lettori con "Stadio K. Frammenti di vita in Alatri"; in alternativa, consigliamo lo struggente testo di Alessia Marcoccia "Tocco il cielo e torno", basato su un'esperienza personale.

Per letture ancora più "impegnate" ecco "In viaggio con il mio violino", traduzione in italiano (a firma di Paola Rolletta) dell'autobiografia del jazzista Stéphane Grappelli. Chiudiamo con Francesco Boezi che ci porta a scoprire la "generazione Atreju" con il suo "Fenomeno Meloni" e Daniele Dell'Orco che ci fa conoscere meglio il Caucaso con il suo "Armenia cristiana e fiera". Che dire? Buona lettura.