Due decessi, 84 novi positivi, 267 nuovi negativizzati e 1.347 tamponi effettuati. Questo il bilancio di ieri, in provincia di Frosinone, sulla diffusione del Covid-19, in una giornata in cui il record di infettati è spettato a Cassino con 16 persone contagiate con, a seguire, Aquino con 8, Veroli con 7, Alatri con 6, Anagni e Pontecorvo con 4, Sora con 3 e il capoluogo con appena 2. Tanti i negativizzati: Alatri 21, Frosinone 17, Veroli 16, Cassino 14, Anagni e Sora 13, Pontecorvo 8 e Aquino 3. I deceduti finiti nel bollettino, come detto, sono due: un uomo di 91 anni di San Giorgio a Liri e una donna di 92 anni di Fontana Liri.

Ieri, per l'assessore regionale alla sanità, Alessio D'Amato è stata una giornata positiva. «Dopo 26 giorni - ha detto D'Amato - siamo sotto quota duemila casi, il miglior dato del mese di novembre. Occorre continuare così, i risultati stanno premiando le scelte fatte: numero alto dei tamponi, rigore nei comportamenti e unità mobili nella gestione dei focolai». Ed, in effetti, ieri, i numeri hanno parlato di 1.993 nuove positività su quasi 23.000 tamponi effettuati, 19 decessi e 1.524 guariti con un rapporto tra positivi e tamponi all'8%. In Italia sono stati 20.648 i nuovi contagi da coronavirus secondo i dati diffusi dal ministero della Salute. Sono stati registrati altri 541 morti che portano il totale a 54.904 dall'inizio dell'emergenza legata all'epidemia. Sono 3.753 i pazienti ricoverati in terapia intensiva per il Covid in Italia, 9 meno di ieri, secondo i report ministeriali.

Nei reparti ordinari si trovano invece ora 32.879 persone, 420 in meno nelle ultime 24 ore. In tutto il Paese sono stati effettuati 176.934 test per il Coronavirus, oltre 45.000 meno di ieri, con il consueto calo del weekend. Il rapporto tra positivi è tamponi è invariato all'11,7%, stando alle statistiche diffuse dal ministero.

«Avremo sicuramente la copertura per tutto quello che serve per il Paese» ha detto sui vaccini anti-Covid destinati all'Italia, Walter Ricciardi, docente di Igiene all'Università Cattolica di Roma e consigliere del ministro della Salute, intervenendo alla trasmissione "L'aria di domenica", il talk di La7 condotto da Myrta Merlino. E, rispondendo a una domanda specifica, Ricciardi non vede nessun rischio ritardi sottolineando che «il vaccino antinfluenzale doveva essere comprato dalle regioni mentre di fatto la fornitura del vaccino anti-Covid verrà gestita direttamente dallo Stato».

Infortuni sul lavoro da Covid.
«In dieci mesi le denunce di infortunio sul lavoro da Covid nel nostro territorio hanno raggiunto le 185 unità. Rispetto alla nostra precedente elaborazione registriamo un ulteriore incremento di 75 persone che hanno contratto il pericolosissimo virus. Il tetto dei duecento casi è ormai dietro l'angolo ed è facile prevedere che potrebbe essere superato entro la fine dell'anno».

Ad illustrare le statistiche è Anita Tarquini, segretario generale della Uil di Frosinone, presentando il report che il sindacato ha elaborato su questa specifica tipologia di incidenti sui luoghi di lavoro.
«Dall'elaborazione dei dati Inail relativi ai primi dieci mesi dell'anno - spiega Tarquini - constatiamo che dopo Roma con 2.367 casi di infezioni contratte sul lavoro, il territorio ciociaro è quello che più sta pagando la seconda ondata della pandemia: rispetto allo scorso mese si registrano altre 50 nuove denunce tra le lavoratrici e 25 tra i lavoratori, che portano il totale da inizio anno a 185 infezioni contratte sul lavoro, cifra che pone la nostra provincia al secondo posto di questa triste classifica, prima di Rieti (134), Latina (126) e Viterbo (122).

Il nostro territorio è al secondo posto anche leggendo i numeri in termini di differenza di genere: in dieci mesi infatti sono state 114 le donne che si sono ammalate di Covid sul lavoro, sono state 102 a Rieti, 74 a Viterbo e 67 a Latina. A Roma invece le denunce al femminile hanno raggiunto le 1420 unità».
«In termini percentuali - aggiunge l'esponente sindacale - i nostri numeri incidono per il 6,3 per cento sul totale regionale. Al 31 ottobre sono infatti quasi tremila le denunce pervenute all'Inail da tutto il Lazio, a fine settembre erano state 1.733. Quelle mortali salgono a 17: una rintracciabile nel nostro territorio, due in quello pontino, 14 a Roma e nel suo hinterland. Da gennaio a ottobre nel Paese ci sono stati 66.781 contagi professionali, 332 le morti. Infermieri, medici, operatori sanitari e socio assistenziali i più colpiti».

«La pandemia - conclude Tarquini - ha acuito difficoltà, ha fatto crescere le disparità tra le donne e gli uomini, ha inserito nella già precaria cornice della sicurezza sul lavoro un altro elemento di notevole rischio come il contagio. Il quadro è sempre più allarmante. Ed è chiaro che non si può indugiare oltre: bisogna intervenire con decisione per dare il via a una nuova e moderna cultura della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro».