Le misure del recente Dpcm di Conte rimangono in vigore fino al 3 dicembre. Con la scadenza così vicina è già in preparazione il nuovo provvedimento che riguarderà le festività natalizie e per questo è molto atteso da tutti. La parola d'ordine continua ad essere prudenza. Secondo le indiscrezioni circolate in queste ore, qualche giorno prima di Natale dovrebbe entrare in vigore il divieto di spostamento tra le regioni.

Una misura che non dovrebbe riguardare chi ha la residenza in un'altra regione o chi dovrebbe fare rientro nel proprio domicilio. Nella zona arancione, secondo le regole già in vigore, non sarà consentito lasciare il proprio comune. Più libertà di movimenti per chi vorrà raggiungere la propria seconda casa all'interno della zona gialla prima del blocco. Per chi andrà all'estero, in particolare per sciare nei Paesi che manterranno gli impianti aperti, si profila la quarantena al rientro. I ristoranti dovrebbero restare chiusi il 25 e il 26 dicembre, mentre i negozi resterebbero aperti fino alle 21 per evitare assembramenti.

A rischio il cenone della vigilia con il coprifuoco confermato alle 22, per evitare tavolate tra parenti e spostamenti. C'è, poi, il nodo della messa di Natale. Il coprifuoco alle 22 impedirebbe la partecipazione alla tradizionale celebrazione religiosa, ma sul punto è in corso un confronto con la Conferenza Episcopale Italiana. Poi bar e locali chiusi dalle 18 compresi i ristoranti, così come chiusi rimarranno gli impianti sciistici. In ultimo, la scuola. L'orientamento che si sta facendo largo è quello che vuole una riapertura generale per il 7 gennaio, ma alcune forze politiche (M5S e Iv) spingono per un rientro graduale dal 14 dicembre.