Nuova ondata di cassa integrazione nello stabilimento Fca di Piedimonte. Ieri sera si sono chiusi i cancelli e resteranno così per un'intera settimana: ovvero dal 30 novembre al 4 dicembre. Si tratta della cosiddetta "cassa covid" che non necessita di essere annunciata con 25 giorni di anticipo e che, dunque, all'occorrenza, potrebbe anche essere revocata. Lo stop riguarderà tutti e tre i modelli: Giulia, Giulietta e Stelvio.

Il caso Giulietta
Giulietta, secondo quanto si apprende da fonti interne allo stabilimento non dovrebbe poi subire più alcuno stop alla produzione che continuerà fino alla fine dell'anno per smaltire le ultime unità ed uscire definitivamente fuori produzione agli inizi del 2021.
Dunque, non farà parte di Stellantis, il Gruppo che nascerà dalla fusione tra Fca e Psa e che verrà ufficializzato il 4 gennaio 2021. Ma Giulietta potrebbe però "tornare" in versione premium. Fca è pronta a puntare sulla nuova Alfa Romeo Giulietta. Il Gruppo Stellantis secondo quanto trapela dagli analisti sembra infatti sempre più orientato a proporre un restyling della berlina di casa Alfa. Un'auto lanciata esattamente dieci anni fa, che tanto successo ha riscosso fino ad oggi.

Tra il 2010 e il 2020, Giulietta ha ottenuto, ogni anno, risultati di vendita sempre più soddisfacenti, risultando come una delle auto più apprezzate in Italia e in Europa. Una macchina in grado di affascinare un pubblico molto ampio, con particolare gradimento tra le fasce giovanili, interessate a una vetturain gradodi unire eleganza, prestazioni e affidabilità. Stando a quanto rivelato dal sito Clubalfa.it, in Francia circolano nuove versioni della Giulietta, che mostrano in proiezione le intenzioni del gruppo. La nuova Alfa Romeo Giulietta dovrà, in ogni caso, essere inserita nelle proposte premium,inquantoil gruppodiFcae Psa non farà concorrenza interna con i propri marchi. Non andrà dunque a pestare i piedi ai veicoli di Ds Automobiles e alle altre berline prodotte da Stellantis.

Linea inutilizzata: parla la Fiom
Questo significa però che l'attuale linea della Giulietta di Cassino continuerà a restare inutilizzata. Una scelta che non piace affatto ai sindacati e, in particolar modo,alla Fiom-Cgil che proprio la settimana scorsa con il segretario nazionale Michele De Palma da Cassino hamesso in guardia eha spiegato:«Il lusso non basta a garantire l'occupazione nello stabilimento, che ha perso tanto nonostante fosse la fabbrica dove si diceva che si sarebbero fatte 1.500 assunzioni e che si sarebbero prodotte 400.000 vetture, mentre ad oggi l'unica cosache si registra èla perdita di 900 posti di lavoro. Noi siamo quelli che hanno difeso lo stabilimento dalle chiacchiere, siamo quelli che continuiamo a dire che a Cassino serve un'auto dello stesso segmento della Giulietta. Bisogna continuare a presidiare un settore che fa i volumi e che fa i numeri».
Intanto, mentre si guarda al futuro, il presente è ancora all'insegna della cig. E le busta paga degli operai sempre più decurtate.