Una mano che tende verso quella di chi ha bisogno più degli altri di afferrarla, di prendere quanto di più bello possa essere racchiuso in un palmo: l'altruismo. E quando c'è più di una mano a cercare di dare un po' di sollievo a chi attraversa già da tempo momenti non facili, situazioni di disagio e che ora l'emergenza sanitaria ha messo letteralmente in ginocchio, i gesti di vicinanza, di aiuto, assumono un valore ancora più prezioso, perché nulla può fermarli, neppure il Coronavirus. Lo dimostra la grande catena di solidarietà che continua durante questo periodo difficile.

E tra le persone che non si sono tirate indietro ma hanno spalancate le porte, in questo caso della loro pizzeria, sono i titolari de "Il Capriccio" a Ferentino.
Diego Ciocconi e Marzia Mastroianni hanno voluto porgere la loro mano alle famiglie in difficoltà. A chi ha bocche da sfamare e in un periodo in cui le difficoltà si sono ampliate hanno deciso, ormai da qualche settimana, di dare il loro aiuto offrendo pizza, supplì, arancini ai bisognosi. Ci siamo fatti raccontare proprio dalla coppia, unita anche nella vita, la loro iniziativa.

«Intanto teniamo a sottolineare che non è elemosina, neppure compassione, ma educazione - affermano Diego e Marzia -. Ci rendiamo conto che il periodo che stiamo attraversando non è semplice, per nessuno.
E lo è ancora di più per chi deve fare i conti con situazioni più difficili. Con la pandemia poi è aumentato l'esercito dei bisognosi. I dati emersi dalla Caritas e dalle associazioni di volontariato parlano chiaro. E così mentre eravamo a cena, una sera, guardando anche le nostre due bambine, abbiamo pensato a chi nello stesso momento era attorno alla tavola con i figli, che magari desideravano mangiare una pizza, ma non ne avevano la possibilità. Così abbiamo deciso di dare il nostro contributo. In che modo? Chi ha bisogno può venire nella nostra pizzeria a Sant'Agata alle 20.45 e saremo felici di regalare la pizza. Aiutiamo anche un'associazione animalista e siamo felici di dare, seppur in minima parte, il nostro aiuto. Ripetiamo non è elemosina, ma educazione. Un modo di rispondere anche alla comunità. Di fare squadra. Il periodo non è affatto semplice neppure per noi ristoratori, e bisogna cercare di aiutarci il più possibile. Tutti insieme ce la faremo».

E per andare incontro anche a chi magari prova vergogna, i titolari della pizzeria il Capriccio, insieme alle due dipendenti Marta e Pamela, hanno pensato a una alternativa. «Ogni sera lasceremo dei cartoni di pizza di fronte alla pizzeria per chi si vergogna o trova chiuso. Alcuni persone si vergognano. E così abbiamo deciso di dare loro comunque modo di mangiare la nostra pizza. La lasceremo davanti alla nostra attività». Una iniziativa quella di Marzia e Diego che è stata molto apprezzata dai cittadini, orgogliosi inoltre della catena di umanità mostrata da diversi commercianti. Commercianti che stanno attraversando un periodo non semplice, ma nonostante ciò non chiudono le porte delle loro attività a chi ha è in difficoltà, anzi, rispondono con i fatti alla lunga catena di solidarietà e al senso di comunità.