Entra nel vivo il processo d'appello per l'omicidio di Emanuele Morganti. Dopo la prima udienza per definire i successivi passi, ieri sono stati risentiti i consulenti medico legali e i primi tre testimoni dei cinque previsti.
Due di questi erano assenti per malattia. In primo grado la Corte d'assise di Frosinone ha inflitto sedici anni a Mario Castagnacci, Paolo Palmisani e Michel Fortuna e ha assolto Franco Castagnacci. Per tutti la procura ha proposto appello, come anche le difese dei condannati.

I medici legali sono stati chiamati a riferire sugli esiti dell'esame autoptico e sulle cause della morte di Emanuele. È stata ribadita, come emerso nel primo processo, che la morte è compatibile con la caduta di Emanuele contro il montante dell'auto parcheggiata in piazza Regina Margherita.

Dichiarazioni che poi andranno valutate con tutti gli elementi a disposizione della Corte d'assise d'appello, a cominciare dalle dichiarazioni testimoniali dei presenti. Si è discusso delle altre ecchimosi sul corpo di Emanuele, ritenute non di rilievo tale da poter provocare un esito mortale. Rilevate, infine, altre lesioni riconducibili a colpi violenti subiti dalla vittima prima della caduta.

Gli altri testimoni hanno confermato praticamente quanto già dichiarato in aula a Frosinone. Così hanno fatto Anna Puca, Marco Morganti e Riccardo Milani le cui deposizioni hanno consentito di chiarire alcuni aspetti quasi esclusivamente riconducibili alla condotta di Franco Castagnacci. Si tratta, peraltro, di un atto dovuto e previsto per legge dopo la sentenza della corte di Strasburgo che prevede quando il pm chiede la condanna di un imputato assolto di risentire i testimoni su quella posizione.

Inoltre, la Corte ha ritenuto opportuno, alla luce delle dichiarazioni di Milani, sempre con riferimento alla posizione di Franco, ascoltare Gianmarco Ceccani, l'amico di Emanuele, unico intervenuto in sua difesa, ed eventualmente di metterli a confronto per delle contraddizioni da chiarire. La prossima udienza è prevista per il 7 dicembre per continuare a sentire altri testi, per uno dei quali è stato deciso che non sarà necessario convocarlo in aula.

La famiglia Morganti è rappresentata dall'avvocato Enrico Pavia, mentre gli imputati sono difesi Christian Alviani, Angelo Bucci, Massimiliano Carbone, Tony Ceccarelli, Marilena Colagiacomo e Bruno Gosuè Naso.