Anche Picinisco piange la prematura scomparsa di Diego Armando Maradona. Infatti, quando il fuoriclasse giocava nel Napoli era solito recarsi, in incognito, nel piccolo comune della Valle di Comino dove era ospite di alcuni dirigenti della società di calcio partenopea che nel comprensorio urbano di Borgo Castellone avevano villette e appartamenti.

In quell'oasi di natura con il Melfa che l'attraversa ed ettari di bosco e quiete che la circondano, Maradona veniva a trascorrere un fine settimana o qualche giorno tra un allenamento e altro (a Borgo Castellone erano presenti strutture sportive di tutto rispetto) e poi saliva in paese passeggiando in piazza e fermandosi a scambiare qualche parola con i residenti che ormai lo vedevano come uno di loro. Tutto ciò accadeva a fine anni Ottanta e nei ricordi dei piciniscani quei giorni sono ancora vivi: «All'epoca ero giovane e vedere in piazza a Picinisco passeggiare Maradona per me sembrava un sogno», rievoca dalla memoria Marco Scappaticci, l'attuale sindaco del paese.

Mentre, all'epoca, a fare gli onori di casa era il sindaco Antonio Mancini, orgoglioso che un piccolo paese come Picinisco fosse preferito dal "Pibe de oro" come luogo di soggiorno per trascorrere in pace e serenità una giornata di riposo lontano dalle fatiche dei campi da gioco. «Siamo rimasti senza parole alla notizia della scomparsa di Maradona - continua Scappaticci - e la tristezza di questi momenti si confonde con la felicità dei ricordi che continueranno a vivere nella nostra memoria e nel cuore di Picinisco».