La curva dei contagi continua a scendere nella trentanovesima settimana dall'inizio della pandemia. Aumentano anche i negativizzati, cioè i guariti. Crescono però i decessi. Altri 7 ieri in provincia di Frosinone. È questo il dato peggiore della seconda ondata del Covid-19.
La situazione
Dicevamo degli ulteriori 7 decessi: un uomo di 78 anni residente ad Isola del Liri, una donna di 92 anni di Frosinone, un uomo di 77 anni di Veroli, un uomo di 74 anni residente a Mignano Montelungo, un uomo di 75 anni residente ad Anagni, un uomo di 56 anni e uno di 78 anni residenti ad Alatri. Tutti con altre patologie, come recita il bollettino della Regione Lazio. Perfetta parità tra nuovi positivi (154) e negativizzati (154). Peraltro i 154 contagi sono stati registrati su un totale di 1.122 tamponi effettuati. Il 13,7%. Il quadro nei principali Comuni della provincia: 16 nuovi positivi e 7 guariti a Cassino, 11 casi e 10 negativizzati ad Alatri, 11 nuovi contagi e 24 negativizzati a Frosinone, 8 casi e 1 negativizzato a Cervaro, 8 contagiati e 3 guariti a Veroli, 7 nuovi positivi e 6 negativizzati a Ferentino, 6 casi e 6 guariti ad Anagni, 6 positivi e 12 negativizzati a Sora.

Il trend
Nella trentanovesima settimana, in quattro giorni, 591 nuovi contagiati, per una media di 147,75 ogni ventiquattro ore. Questo l'andamento: 83 casi il ventitré novembre, 189 il ventiquattro, 165 il venticinque, 154 il ventisei. Nello stesso periodo di tempo i negativizzati sono stati 809, vale a dire una differenza di 218 unità. Significativa.
Le dimensioni della seconda ondata, quella autunnale, è data appunto dai grandi numeri. Sono quelli che hanno messo in difficoltà (e continuano a farlo) le strutture sanitarie. A novembre, in ventisei giorni, sono stati registrati 6.184 casi, per una media di 237,84. Largamente superiore a quella di tutti gli altri mesi precedenti: 13,8 casi al giorno a marzo, 7,63 ad aprile, 0,83 a maggio, 0,46 a giugno, 0,35 a luglio, 5,16 ad agosto, 7,43 a settembre, 113,8 a ottobre, quando il numero assoluto dei nuovi casi aveva toccato quota 3.528, in trentuno giorni. Ed era stato il punto più alto allora. Mentre a novembre siamo già a 6.184 nuovi casi positivi su 10.799 in totale: il 57,26%. E mancano quattro giorni alla fine del mese. D'altronde però va pure detto che proprio per la fine del mese era atteso quel picco che invece potrebbe non esserci a questo punto. Perché il profilo della curva sembra ormai stabilmente nella fase del plateau.

Se poi si considera l'intero periodo ottobre-novembre, siamo a 9.712 casi su 10.799. Vale a dire l'89,93% del totale. Pure l'analisi settimanale fotografa bene quello che è successo dal due marzo fino ad oggi. Il primo blocco è stato quello dell'impatto: 1,14 casi al giorno la prima, 7,4 la seconda, 15,85 la terza, 30,57 la quarta, 15,71 la quinta, 8,42 la sesta, 6,71 la settima, 5 l'ottava. Poi un sostanziale e lungo abbassamento: 2 casi al giorno la nona, 1 la decima, 0,85 l'undicesima, 0,42 la dodicesima, 0,71 la tredicesima, 0,57 la quattordicesima, 0,57 la quindicesima, 0,14 la sedicesima, 0,57 la diciassettesima, 0,85 la diciottesima, 0 la diciannovesima, 0,57 la ventesima, 0,28 la ventunesima. E 0 casi nella ventiduesima. Quindi, 1,14 nella ventitreesima e nella ventiquattresima. Poi, dalla seconda metà di agosto, una ripresa: 5,85 casi al giorno nella venticinquesima settimana, 14,14 nella ventiseiesima. E 6,2 nella ventisettesima. Ancora: 5,57 nella ventottesima. E 2,28 nella ventinovesima, 14,14 nella trentesima. Nella trentunesima 15, nella trentaduesima 29,14.

Infine l'impennata: nella trentatreesima settimana la media è stata di 101,57 al giorno. Nella trentaquattresima 183,28, nella trentacinquesima 235,86, nella trentaseiesima 292, nella trentasettesima 224,28. Nella trentottesima 225,71. Fino ad un certo punto, vale a dire alla trentatreesima settimana, il picco si era verificato a fine marzo. Con una media di 30,57 contagi ogni ventiquattro ore. Un dato lontanissimo dalla tripla cifra alla quale ormai siamo abituati. Non sfugge proprio a nessuno che la media scesa fino a 147,75 casi a settimana rappresenta molto più di un segnale. Che certamente va consolidato, ma comunque un segnale. Fortissimo sotto ogni punto di vista.

La curva dei decessi
Sono stati 22 in quattro giorni, per una media di oltre 5 ogni ventiquattro ore. 42 in undici giorni (media di 3,8 al giorno). In tutto il mese 83 in ventisette giorni, per una media di 3,07 ogni ventiquattro ore. Vale a dire 83 decessi su 151 totali soltanto a novembre: il 54,9%. Se poi consideriamo ottobre e novembre, arriviamo a 92 morti su 151, il 60,92%. A marzo i decessi sono stati 25, ad aprile 23, a maggio 2, a giugno 8. Poi zero morti sia a luglio che ad agosto, 1 a settembre e 9 ad ottobre. A novembre 83. Evidente la crescita di questa curva.

Da zero a diecimila
Tornando al fronte dei contagi, in Ciociaria si è superata la soglia dei 10.000. Per superare i 1.000 casi sono dovuti però trascorrere ben 209 giorni, dal due marzo al ventiquattro settembre. Per arrivare a 2.000 invece sono passati 24 giorni, dal venticinque settembre al diciotto ottobre. Mentre per superare i 3.000 casi di giorni ne sono bastati 6, dal diciannove al ventiquattro ottobre. Poi, da 3.000 a 4.000, appena 5 giorni, dal venticinque al ventinove ottobre. E da 4.000 a 5.000 soltanto 3 giorni: trenta ottobre, trentuno ottobre, primo novembre. Sono stati 4 per arrivare a 6.000: dal due al cinque novembre. 3 giorni per arrivare da 6.000 a 7.000: dal sei all'otto novembre. Infine, 5 giorni per arrivare e superare quota 8.000: dal nove al tredici novembre. E 5 giorni pure per oltrepassare i 9.000: dal quattordici al diciotto novembre. Infine, da 9.000 a 10.000 sono trascorsi 3 giorni: dal diciannove a ventuno novembre. Questa la sequenza completa quindi: 209-24-6-5-3-4-3-5-5-3. E ora siamo già a 10.799 casi positivi, vicini a quota 11.000.

Indici e rapporti
Il numero dei contagiati in provincia di Frosinone è di 10.799. I decessi sono stati 151. I residenti nei 91 Comuni ciociari sono 489.083. Il tasso di mortalità misura il rapporto tra i morti per la pandemia e il numero degli abitanti. Significa che c'è stato un decesso per Coronavirus ogni 3.238,9 residenti. Il 31 ottobre era uno ogni 7.192,39 abitanti. L'attuale indice di mortalità è pari allo 0,030%. Dividendo invece il numero degli abitanti per quello dei contagiati, emerge che in Ciociaria è stata infettata una persona ogni 45,2 (il trentuno ottobre il rapporto era uno ogni 105,97). La percentuale attuale è di 2,20%. Poi c'è l'indice di letalità, cioè il rapporto tra persone finora contagiate e decessi. La percentuale è dell'1,39%. Vuol dire che si è registrato un decesso ogni 71,51 persone contagiate. Si tratta di indici e rapporti in continua evoluzione, mentre ci avviamo alla conclusione del nono mese dall'inizio della pandemia in provincia di Frosinone. Il primo caso positivo fu registrato il due marzo scorso. Da allora sono trascorsi 270 giorni.

Gli altri numeri
Ormai completamente operativa la rete di posti letto dedicati ai pazienti Covid in provincia di Frosinone. All'ospedale Fabrizio Spaziani del capoluogo ci sono 127 posti letto di degenza ordinaria per malati di Coronavirus: 75 a Medicina Covid, 26 a Medicina d'urgenza Covid, 26 a Malattie infettive. A questi vanno aggiunti i 20 posti letto in Terapia intensiva e i 4 di Terapia subintensiva. Per un totale di 151. Poi 80 posti letto Covid dedicati all'ospedale di Cassino: 28 a Geriatria, 14 a Pneumologia, 30 a Medicina, 8 a Terapia intensiva. Tra Frosinone e Cassino, dunque, 231 posti letto ospedalieri per i malati di Coronavirus. Quindi c'è l'apporto delle Case di cura convenzionate: 24 posti letto al San Raffaele di Cassino, 89 all'Ini Città Bianca di Veroli, 29 a Villa Gioia di Sora e 38 a Villa Serena di Cassino. Altri 180 posti letto. Per un totale, tra pubblico e privato, di 411 posti letto per pazienti Covid in Ciociaria.

Da ormai molti giorni al Pronto Soccorso dello Spaziani non c'è la fila di ambulanze: un segnale preciso. Mentre in questo momento in provincia di Frosinone ci sono 3.152 persone positive in sorveglianza domiciliare, un dato in diminuzione rispetto alla settimana scorsa. Chiaro pure che questa cifra conferma come in questa seconda ondata la stragrande maggioranza dei contagiati trascorre la malattia in sorveglianza domiciliare, con sintomi quindi gestibili. E in tantissimi casi parliamo di asintomatici. Il problema vero riguarda l'enorme mole di lavoro degli addetti della Asl al controllo e al monitoraggio. I guariti sono arrivati a quota 6.369 e sono naturalmente destinati a crescere.