Va estesa anche alle strutture alberghiere la misura economica "Ecobonus Sismabonus 110%". «È quanto abbiamo chiesto nel corso della audizione di martedì scorso presso la X Commissione alla Camera dei Deputati con la delegazione guidata dal nostro direttore generale massimo Alessandro Nucara – spiega Bruno Della Morte presidente di Federalberghi Fiuggi e Provincia di Frosinone – questo contestualmente a tutta una serie di provvedimenti a sostegno del nostro settore per gli esercizi 2021/2023 previsti nel bilancio di previsione dello Stato (Finanziaria) in corso di stesura».

Ma altre sono state le richieste portate all'attenzione del governo. «Chiesta la revisione degli aiuti per l'anno 2020 con correttivi da applicare al credito d'imposta per i canoni di locazione e affitto d'azienda commisurato alle perdite di fatturato. Rivedere estendendoli i criteri che disciplinano l'esenzione dell'Imu».

«Rimodulare -continuano - gli articoli 47 e 54 riguardanti i contratti a tempo determinato e l'integrazione salariale ed insieme ad essi anche gli articoli riguardanti il sostegno alle Pmi e la sospensione contributiva».

«Rimanere poi esclusi - chiarisce l'associazione Federalberghi - dalla possibilità di usufruire dalla detrazione d'imposta o cessione del credito in materia di Ecobonus Sismabonus 110% appare quanto mai illogico, perché al termine del ciclo recessivo determinato dalla pandemia, il mercato turistico internazionale sarà caratterizzato da un'agguerrita competitività, che le imprese turistiche italiane dovranno affrontare avviando un grande processo di riqualificazione dell'offerta, investendo sulla sostenibilità, sulla digitalizzazione, sull'innovazione, sulle nuove competenze».

«Per questo - concludono - al fine di favorire tale processo, è essenziale estendere alle strutture ricettive e agli stabilimenti termali la possibilità di fruire dei cosiddetti "ecobonus" e "sisma bonus" nella misura del 110%. Che si applica alle civili abitazioni, al cui interno spesso si svolgono attività che si pongono in concorrenza diretta con le strutture ricettive e che non di rado tali attività vengono svolte abusivamente, sotto le mentite spoglie del contratto di locazione».