Superati i 6.000 casi a novembre. Ieri altri 165 positivi e 213 negativizzati. Diminuiscono sempre più i primi, segno che la curva si sta abbassando, Tuttavia, preoccupa l'alto numero di decessi, ieri sette. Una lunga scia che, al momento, continua la sua corsa.

Le vittime
Sono sette le persone che hanno perso la propria battaglia contro il Covid. Si tratta di una donna di 87 anni residente a Sora, di un uomo di 95 anni residente a Fontana Liri, di un uomo di 76 anni residente ad Arnara, di una donna di 93 anni residente a Roma, di un uomo di 90 anni residente a Sora, di una donna di 74 anni residente ad Anagni, presenti nel bollettino.
Al di fuori del bollettino un morto segnalato dal sindaco a Castrocielo. Le vittime da ottobre in poi sono 86 sulle 144 totali. Dunque, quasi sei vittime su dieci si sono avute negli ultimi 56 giorni. In questa settimana sono già decedute 15 persone, per una media di tre ogni 24 ore. In dieci giorni sono morte 36 persone.

I contagi
I nuovi 165 contagiati sono il risultato di 1.213 tamponi valutati dalle autorità sanitarie per una percentuale di positività del 13,6%. I casi sono distribuiti così: 14 a Cassino, 12 a Sora, 10 ad Aquino, 10 ad Alatri, 9 a Frosinone, 9 a Monte San Giovanni Campano, 8 a Ceccano e 6 a Piedimonte San Germano. In questi stessi centri si registrano, peraltro, 20 negativizzati a Frosinone, 20 a Sora, 18 a Alatri, 12 a Cassino, 8 a Ceccano, 3 a Monte San Giovanni Campano, 2 a Piedimonte San Germano. Ieri in totale si sono negativizzate 213 persone, mentre martedì erano state 362. Sono 1.043 i casi negli ultimi sei giorni con una media di 173,83. Nei precedenti sei, invece, 1.489 con una media di 248,16. Questa settimana abbiamo 437 casi con una media giornaliera di 135,66. Sempre al mercoledì, la passata settimana, i casi erano 637 per una media di 212,33. Quella prima ancora i casi erano 530 per 176,66 casi giornalieri, mentre dal 2 al 4 novembre, ovvero nella settimana del picco (chiusa con 2.044 contagi) i casi erano 718 ovvero 239,33 al giorno.
È il segnale che qualcosa sta cambiando e dopo giorni trascorsi con oltre 250 contagi, con punte ben oltre i 300.

A novembre, in 25 giorni, abbiamo superato i seimila casi con 6.030. La media si attesta così a 241,2.
Nei primi quindici giorni del mese, però, era a 267,53 con 4.013 nuovi positivi. A conferma che qualcosa sta cambiando. I numeri di novembre sono di gran lunga i peggiori dall'inizio dell'emergenza. A ottobre, che pure era stato il mese dell'esplosione dei casi della seconda ondata di Covid, era terminato con 3.528, ovvero 113,81 casi al giorno. Numeri non paragonabile con i mesi precedenti visto che settembre si è chiuso con una meda di 7,43, agosto di 5,12, mentre tra luglio e maggio ci si è attestati tra 0,36 e 0,83, passando per 0,36 a luglio.

Nella prima ondata 7,76 casi ad aprile e 13,8 a marzo.
Questo significa che, a ottobre e novembre i nuovi contagi sono 9.558 per una media di 170,67. Ma soprattutto si tratta di 9.558 positivi su un totale di 10.645, il che equivale all'89,78%. Tra i centri con più contagi ieri Aquino. Il sindaco Libero Mazzaroppi commenta così la notizia: «Il dato odierno dei contagi da Covid-19, purtroppo, pone la nostra comunità tra quelle più toccate. Si tratta di ampi cluster familiari tutti in isolamento domiciliare. Ora e nei prossimi giorni dobbiamo fare uno sforzo oltre ogni limite in termini di responsabilità e di scrupolo».

I test nelle farmacie 
L'assessore alla Sanità del Lazio Alessio D'Amato annuncia che nella giornata di ieri sono stati effettuati 4.000 test nelle farmacie. L'elenco completo ed in aggiornamento continuo delle farmacie che hanno iniziato ad eseguire i test rapidi antigenici e i test sierologici è consultabile su salutelazio.it. Intanto è pronto il manuale, realizzato dalla Regione insieme all'istituto Spallanzani, con le regole utili da seguire in casa. Sarà distribuito in tutti i drive-in e sarà pubblicato su salutelazio.it; D'Amato interviene anche sulle Usca-R: «da luglio effettuate circa 50.000 valutazioni cliniche, formati oltre mille operatori dall'istituto Spallanzani. Le Usca-r, così come organizzate dalla Regione Lazio, sono uno strumento indispensabile nella gestione della pandemia per la loro flessibilità. Svolgono non solo attività domiciliare programmata (su indicazione della Asl), ma anche attività domiciliare non programmabile (Ares 118 a bassa intensità), attività presso i Covid hotel, attività presso i cluster, screening e indagini epidemiologiche».