A settembre e ottobre Frosinone è la prima e la seconda città per incremento percentuale dei morti rispetto alle attese. È quanto emerge dal report del sistema di sorveglianza della mortalità giornaliera Sismg su 32 comuni italiani, diffuso ieri.
Tuttavia, nello studio si precisa che «nelle città più piccole, la mortalità risente maggiormente delle fluttuazioni casuali e pertanto alcuni incrementi osservati nella mortalità giornaliera devono essere interpretati con cautela».

Il dato, peraltro, è una stima e andrà consolidato. Tanto più che l'indice di incertezza statistica per Frosinone è molto alto, di gran lunga al di sopra dello 0,005, per settembre è 0,186 e per ottobre 0,058. Il che vuol dire che non si può, al momento, escludere che una larga quota di questi decessi sia legata al caso.
Una situazione che ribalta i dati della prima fase dell'emergenza quando nel capoluogo si era assistito a una diminuzione complessiva delle morti rispetto alla media degli ultimi cinque anni. Con l'avvento della seconda ondata del Covid-19, le cose sono mutate. Lo dimostrano i numeri delle vittime tra ottobre e novembre in provincia di Frosinone. In questo lasso di tempo i morti in Ciociaria sono già 79 su 137, il 57,6% del totale dall'inizio della pandemia. Ovvio, però, che nello studio non ci sono solo i decessi causati dal virus.

Secondo il rapporto - limitato alla sola città di Frosinone - condotto dal ministro della Salute, nel mese di ottobre nel capoluogo si è registrata un'impennata dei decessi fino a toccare un più 43% rispetto alla media dei cinque anni precedenti (le cosiddette morti attese). In questo lasso di tempo a Frosinone sono stati certificati 40 decessi, ovvero 12 in più rispetto alla media del periodo che è di 28. Il 43% di incremento sul dato medio è superato soltanto dal 48% ottenuto da Cagliari con 145 decessi, 47 in più rispetto allo standard (ma ha un valore che può considerarsi certo con un indice inferiore allo 0,001). Il dato è superiore alle medie del Nord Italia, 22%, e del Centro-Sud, 23%.

Lo studio interessa pure il mese di settembre: l'incremento percentuale a Frosinone è del 33% con una crescita dai 21 casi attesi ai 28 registrati, più 7. Il 33% del capoluogo ciociaro vale il poco invidiabile primato davanti a Campobasso, con il 32%.
Tra settembre e ottobre, secondo il report, Frosinone ha registrato 68 decessi contro una media del quinquennio di 49. Sono 19 i casi oltre la norma, il che in termini percentuali vale il 27,9%. Nello stesso periodo, Cagliari ha 58 decessi oltre la media per una percentuale del 23,8. Campobasso cresce, invece, del 25%.

Nel resto del Lazio, Latina ha 80 morti a settembre, 11 di più per un incremento del 16% e 84 a ottobre, quattro in più, per un 5%. A Viterbo 44 casi come quelli attesi a settembre e 16 in più a ottobre (63) per un più 34%. A Rieti due morti in meno a settembre (29) con un meno 6% e 50 a ottobre per una crescita di 9 e del 22%.
Nello specifico Frosinone presenta valori più alti nel periodo 30 settembre-6 ottobre e 14-20 ottobre con 11 e 10 morti, poi 9 tra il 7 e il 13 ottobre, 8 tra il 28 ottobre e il 3 novembre e 9 tra il 7 e il 13 ottobre. Degli undici casi della prima settimana di ottobre, 5 avevano più di 85 anni, 3 tra i 75 e gli 84 anni, 2 tra i 65 e i 74, 1 fino a 64. Tra il 7 e il 13 ottobre 5 decessi erano di over 85, quindi 3 nella fascia tra 75 e 84 anni e uno solo fino a 64 anni. Tra il 14 e il 20 ottobre quattro vittime avevano compiuto almeno 85 anni, 2 ne avevano tra i 75 e gli 84, una tra i 65 e i 74 e tre fino a 64. Tra il 21 e il 27 ottobre 2 decessi di over 85, altrettanti tra 75 e 84 anni, e uno ciascuno nelle fasce 65-74 e fino a 65. Infine, dal 28 ottobre al 3 novembre si hanno 4 vittime tra i più anziani, una tra i 75 e gli 84 anni, 3 tra i 65 e i 74 anni, nessuna invece entro i 64. Vedendo il grafico dei morti, comunque, la curva di Frosinone è abbastanza piatta nonostante tutto.

Sull'argomento il circolo Il cigno di Legambiente sostiene che «ovviamente i dati dello studio citato nell'articolo sono da convalidare e da approfondire in relazione alle cause dei decessi, ma se davvero si registra un eccesso di mortalità a Frosinone causata dal Covid, non è irragionevole ipotizzare un ruolo giocato dall'inquinamento atmosferico, che può aver reso la popolazione più suscettibile ai danni polmonari causati dal Coronavirus, come suggerito da autorevoli studi pubblicati recentemente. Ne avevamo parlato nelle scorse settimane, ma nessuno ci ha dato ascolto».