Con una lettera aperta la professoressa di matematica presso la scuola media di Trevi Maria Teresa Bartolomei di anni 57 esterna tutte le sue difficoltà motorie perché affetta da una malattia neurologica. Malattia che le impedisce di camminare tanto che è costretta a stare su una sedia a rotelle che le impone di dover chiedere aiuto per qualsiasi piccolo gesto della quotidianità.

«Questo però  - scrive la professoressa - per fortuna, non mi ha impedito di rimanere lucida, vigile, intellettivamente consapevole di dover affrontare il mio ruolo decente in una dimensione nuova». «Ho dovuto  - ricorda - per questo reinventarmi, ma ho vinto perché in tutti questi anni ho capito che il mio deficit fisico non ha mai impedito ai ragazzi di apprendere, anche grazie alle nuove tecnologie che vengono in aiuto alle persone come me. Ma che si sono dimostrate - sottolinea -indispensabili per una scuola nuova così da migliorare e facilitare il lavoro dei discenti».

«Ad oggi - continua - non sento alcuna limitazione intellettiva che mi possa precludere di svolgere al meglio la mia delicata funzione di docente, ma qualora mi accorgessi di avere per un solo istante una piccola mancanza, sarei io stessa per il rispetto della mia dignità professionale e per il rispetto che debbo ai ragazzi ed alle loro famiglie a chiedere di essere spostata a svolgere altre mansioni o essere collocata a riposo».

«Attualmente - puntualizza - mi sento di poter svolgere al meglio la professione e ne sono dimostrazione gli attestati di stima dei ragazzi e dei loro genitori per il grado di preparazione che gli ho impartito». «Concludo - e saluta - dicendo, a tutti coloro che guardano la scuola da lontano, che i ragazzi sanno essere più comprensivi e sensibili degli adulti perché il loro interesse non è rivolto ad un insegnante perché sta in piedi o su una sedia a rotelle, loro sono attenti a giudicare in modo severo se sei un docente disponibile
attento che sa ascoltare le loro piccole o grandi difficoltà o no. Il tempo passa e le classi speciali
sono state abolite (L.517 del 1977) inserendo nelle classi comuni i disabili, è stato aperto un varco nella società civile ed io sono stata sempre dell'opinione che la crescita di una popolazione non possa prescindere dal concetto di scuola d'inclusione».