Come diceva Oscar Wilde, nella vita le cose più importanti non si imparano, si incontrano. Durante l'infanzia i genitori non avvisano mai le loro bambine su quanto sia rilevante la lunghezza di una gonna o un filo di rossetto in più. Ma quando si entra in contatto con la società odierna, si apprende che sono normali e ci si deve abituare agli sfottò riferiti al sesso. Si apprende che da ragazze, e poi anche da adulte, si verrà giudicate per la propria bellezza esteriore invece che per quella interiore.

Così in un battito di ciglia, o meglio, in una festa o durante una passeggiata, i complimenti mutano in apprezzamenti sessuali, gli inviti in avances pesanti, gli abbracci e i baci forzati in molestie. La principale manifestazione di discriminazione sessista avviene a scuola. Sconvolgente è il fatto che le ragazze si preparino ad affrontare questi avvenimenti fin dagli inizi delle scuole superiori; vengono messe in guardia sul portamento e sull'abbigliamento. A condurle verso questi stereotipi sono i genitori, i quali, vissuti in epoche diverse, sono legati alla disuguaglianza fra il sesso femminile e quello maschile. Al contrario i ragazzi non vengono istruiti abbastanza sul rispetto e sul riguardo nei confronti delle donne. Quante volte durante le lezioni vengono pronunciati commenti poco graditi sulla corporatura o sulle forme di una qualsiasi ragazza. Quest'ultima, messa in soggezione, non troverà modo di rispondere.

Ma non sempre sono le donne ad essere collocate al centro delle battute e delle gesta sessiste. Opinioni sconvenienti e giudizi spietati vengono riferiti anche ai ragazzi, pur essendo nella maggior parte dei casi i primi assalitori. Nonostante bisogna rigorosamente ricordare che come esseri umani tutti noi, anche se in modo distinto, proviamo sensazioni e viviamo esperienze diverse, quindi è errato generalizzare. Capita anche che gli insegnanti compiano gesti discriminanti nei riguardi degli alunni. Ingiustizie, rimproveri, favori e complimenti indiscreti; tutto ciò rivolto verso un solo sesso.

Questa discriminazione però passa inosservata agli occhi altrui, poiché si nasconde dietro il rapporto di rigore o di complicità che può esistere fra i docenti e le loro classi. Fortunatamente in questo scorcio di realtà inequivocabile, ci sono giovani che si salvano dal venire a contatto con questa tendenza criticante. Nel nostro liceo non si è mai presentata alcuna forma di discriminazione degenerante, né verso gli studenti né tra gli studenti stessi. Però la realtà ha più facce di un dado come sappiamo. Ciò non riguarda più solo l'ambito scolastico, ma anche la quotidianità. Le mie coetanee hanno sempre avvertito, come l'intero universo femminile, la disparità fra i due sessi nella vita di tutti i giorni.

Come si spiega che gli uomini vengono svincolati da ogni tipo di etichetta negativa? Come mai le donne vengono interpellate con maggiore delicatezza? Così mi appello ai futuri adulti: eliminiamo questi concetti insensati, abbattiamo le ingiustizie veterane che un tempo appartenevano alla società globale ma che ora sono destinati ad estinguersi. Solo unendoci rovesceremo ciò che ci divide. Ricordare serve a non ripetere gli errori di ieri.