Solare, determinata e pronta a fare squadra con il territorio per il rilancio della sanità nel comprensorio sorano. Così la neodirettrice della Asl di Frosinone Pierpaola D'Alessandro si è mostrata ieri mattina durante la sua prima visita da dg all'ospedale Santissima Trinità, accompagnata dal consigliere regionale Loreto Marcelli, vice presidente della commissione sanità della Pisana. L'abbiamo intervistata.

Dottoressa, perché questa visita a Sora?
«Abbiamo dedicato una mezza giornata di lavoro tecnico qui perché vogliamo rilanciare il progetto "Sora parte di una rete efficiente ed efficace". Credo che nei prossimi giorni sentiremo parlare molto bene dell'organizzazione che si darà a Sora e del piano di rilancio che faremo. Ho trovato degli ottimi professionisti con una gran voglia di fare sanità, di fare squadra, con una "maglietta" unica che è quella della Asl di Frosinone. Ho trovato pazienti che sono stati trasferiti qui da Frosinone perché adesso abbiamo questa rete divisa tra ospedali Covid e no Covid».

Il Santissima Trinità è no Covid. Perché?
«È un ospedale complementare al quello parzialmente Covid di Cassino identificato dalla Regione Lazio.
Non siamo a due, ma a quattro: parzialmente Covid Cassino e Frosinone; Sora insieme ad Alatri sono ospedali no Covid, cosiddetti "puliti", che devono avere il massimo della diligenza e della complessità operativa».

Negli ultimi giorni Sora è la città con più contagi in provincia. La situazione è sotto controllo?
«Sì. Giovedì ho avuto l'opportunità di parlare anche con i sindaci del comprensorio. Ringrazio il sindaco di Sora per avermi convocato e aver avuto con me un colloquio sereno sul tracciamento a Sora, sulla tenuta di tutta l'operazione di sanità pubblica. La situazione nella Asl di Frosinone è sotto controllo, la teniamo ben monitorata; parliamo di contagi, ma anche di guarigioni. Abbiamo le squadre Uscar che intervengono direttamente nei focolai principali di abitazioni private e case di cura e di riposo. Abbiamo avuto una buona risposta da parte dei medici di medicina generale.
Apriremo tante sedi in cui sarà anche possibile fare con loro i tamponi. È partita anche l'attività domiciliare per i soggetti cosiddetti fragili».

Qual è il quadro nella nostra provincia?
«L'Asl di Frosinone si contraddistingue in questo momento per una forte reattività: tempi brevi e cercare di dare risposte a una calamità che non ha precedenti ed è in evoluzione. Il tempo non ci aiuta. In questi giorni sono preoccupata perché l'influenza stagionale influisce, però mi sento di dare un messaggio di sicurezza. Noi ci siamo, insieme ai cittadini, perché questo è fondamentale insieme ad un comportamento saggio. Stiamo attenti al comportamento individuale».

Torniamo all'ospedale di Sora, dove ci sono grandi aspettative per l'oncologia. Sono ben riposte? «Certo, però dobbiamo passare dall'oncologia a un effettivo polo oncologico d'eccellenza, attrezzato e innovativo. Faremo uno sforzo enorme e metteremo in moto il cantiere».

Che Asl ha trovato e che Asl dobbiamo aspettarci? «Una Asl che ha bisogno di cure. In questo la nuova direttrice sanitaria Simona Carli, peraltro oncologa, ci darà una mano particolare. Poi arriverà anche il prossimo direttore amministrativo e insieme ci prenderemo cura di una Asl che ha bisogno di un sostegno in più».

Una Asl al femminile?
«Sì, non è un caso. Laddove ho potuto preferire tra diverse soluzioni, ho scelto donne. Credo che riusciremo a fare un lavoro molto buono con l'aiuto di tutti, uomini e donne, però la nostra sarà una Asl al femminile».