Il caratteristico laghetto Solfatara, meta di famiglie e visitatori dell'intero comprensorio, è in secca totale. La lenta agonia è riconducibile al repentino abbassamento delle sorgenti e, in parte, alla scarsità di piogge che sta segnando questo autunno. Il luogo, inserito nell'ambiente del Parco Solfatara, perde così il suo fascino e offre solo uno spettacolo piuttosto desolante. È il quadro, insomma, di un paesaggio degradato e con un odore sgradevole.
È visibile la superficie del fondale in secca e, tra le pietre, si nota anche qualche scarto di plastica per cui sarebbe necessaria una provvidenziale bonifica. Anche le oche girovagano smarrite in uno scenario davvero insolito.

La secca dello specchio d'acqua è un fenomeno della natura che si ripete periodicamente. L'ultima volta risale a circa cinque anni orsono, quando il laghetto si prosciugò e, proprio grazie a ciò, consentì un utile lavoro di livellamento del suolo. Nell'occasione, in una riunione dell'amministrazione comunale presieduta dal sindaco Gianpio Sarracco, si parlò di pompe di sollevamento ma, come sempre per mancanza di fondi, l'idea tramontò. Adesso il primo cittadino, nel rispetto delle misure di contrasto alla diffusione del Covid-19, ha firmato un'ordinanza con cui dispone la chiusura del parco Solfatara, del parco Crosby e del parco "Case spallate".

Quanto al prosciugamento del laghetto, gli anziani del paese sono concordi nel ritenere (è già successo altre volte) che le sorgenti si "risveglieranno" intorno al mese di marzo del prossimo anno. Staremo a vedere se la "profezia" si avvererà. Nel frattempo niente acqua, solo sassi.