Peculato e voto di scambio sulla questione dei contributi ai poveri, rinviato a giudizio il sindaco di Monte San Giovanni Campano, Angelo Veronesi, insieme all'assessore Romanino Cimaomo, all'assistente sociale del Comune Anna Abballe, a Graziella Ottaviani e a Rita Pagnanelli. Stralciata la posizione del responsabile dei servizi sociali Paolo Nozori. Sarà discussa mercoledì perché il suo avvocato Luigi Tozzi era in Corte d'Assise d'appello per un altro processo.

Contributi agli indigenti, una delle questioni che da anni sta tenendo banco a Monte San Giovanni Campano. Questione che vede sotto accusa, come detto, anche il primo cittadino, per i reati di peculato e voto di scambio, contestati dal pubblico ministero Barbara Trotta che ha coordinato le indagini. Tutti rinviati a giudizio al 23 marzo 2021, mentre la posizione di Nozori sarà discussa tra una settimana. La storia del sussidio ai poveri in cambio del voto, parte dalla denuncia di Giancarlo Cinelli. Diverse in quel periodo le sollecitazioni in Comune da parte di cittadini indigenti che non avevano ricevuto il contributo.

Nel 2016 la prima segnalazione, seguita da una denuncia agli uffici della Procura della Repubblica di Frosinone. Una vicenda, quindi, scoppiata proprio all'alba delle ultime elezioni per il rinnovo del consiglio comunale. Partendo dall'atto di querela, nel quale erano stati indicati i vari capi di accusa rivolti ad amministratori e impiegati comunali, gli inquirenti avevano aperto un fascicolo, come atto dovuto, e avviato pertanto le indagini. Sindaco, assessori e dipendenti, stando alle accuse, si sarebbero limitati a raccogliere le domande, compilandole al posto dei cittadini, senza alcuna istruttoria e disponendo mediante determina il pagamento delle somme (da 250 a 600 euro).

Centodiciotto le domande anomale, alcune delle quali recanti firme apocrife dei diretti interessati o falsi stati di disoccupazione. Agli "indigenti" sarebbe poi stato chiesto di votare per la lista "Impegno Comune". Voto di scambio è infatti l'altro reato contestato. Nel collegio difensivo Filippo Misserville, Luigi Tozzi, Emiliano Caperna, Paolo Marandola e Marco Maietta. Parti civili il comitato civico Free Monte con l'avvocato Federica Nardoni, l'associazione La Ciocia con l'avvocato Silvio Bruni e Mara Fiore con l'avvocato Maria Luisa Ambroselli.