Omicidio Morganti, si ricomincia. Si riparte dal 26 luglio 2019, giorno della sentenza di primo grado. Sentenza che ha scontentato tutti al punto che a presentare ricorso sono stati il pubblico ministero e la parte civile che chiedono pene più alte di quelle inflitte dalla corte d'assise di Frosinone come le difese che sollecitano un ridimensionamento della responsabilità dei propri assistiti.

Per l'omicidio di Emanuele Morganti, il ventenne di Tecchiena, ucciso dopo essere stato aggredito nella notte tra il 24 e il 25 marzo 2017 in piazza ad Alatri, in primo grado sono stati condannati a sedici anni, dopo che la Corte ha derubricato il reato da omicidio volontario a omicidio preterintenzionale, il frusinate Michel Fortuna e gli alatrensi Mario Castagnacci e Paolo Palmisani. Assolto Franco Castagnacci. La Corte aveva stabilito poi una provvisionale, immediatamente esecutiva, di 300.000 euro.

Contro tale pronuncia sono ricorsi in appello procura e parte civile (l'avvocato Enrico Pavia in rappresentanza dei genitori e dei fratelli di Emanuele): la richiesta in primo grado, infatti, era stata dell'ergastolo per Fortuna, di 28 anni per Mario Castagnacci, di 26 per Palmisani e di 24 per Franco Castagnacci. Quest'ultimo è liberato, mentre Fortuna e Palmisani sono ai domiciliari. L'unico ancora in carcere è Mario Castagnacci.

Il collegio difensivo è composto dagli avvocati Christian Alviani, Angelo Bucci, Massimiliano Carbone, Tony Ceccarelli, Marilena Colagiacomo e Bruno Naso. Oggi si dovrebbero affrontare le questioni sull'eventuale rinnovo dell'istruttoria e la calendarizzazione delle udienze.