«Solo nel mese di ottobre 323 visite. Più di venti medici specialisti che si alternano in visite gratuite di prevenzione per i principali tumori: al seno, alla prostata, alla sfera genitale femminile, alla cute, alla tiroide, al colon retto». Così il dottor Norberto Venturi, presidente della sezione provinciale della Lilt di Frosinone.
Oltre l'emergenza
Rileva Venturi: «L'associazione italiana oncologica medica (Aiom) ha segnalato che nel periodo dell'emergenza, in sei mesi, si sono persi un milione e mezzo di esami di screening. Sappiamo tutti che la prevenzione con la diagnosi precoce è uno dei pilastri dell'oncologia e ha determinato fino ad oggi, oltre al miglioramento delle cure, anche una riduzione della mortalità». Aggiunge: «Mentre radio e chemioterapia nei mesi successivi alla fase di emergenza sono state in buona parte recuperate, si registra un ritardo nella prevenzione, che è dipesa molto dalla diffidenza delle persone ad avvicinarsi agli ospedali in una determinata fase di questa pandemia. Mentre nel contempo abbiamo registrato un aumento del flusso nei nostri ambulatori e prenotazioni fino al mese di aprile (prevediamo un ulteriore allungamento).

Naturalmente abbiamo attivato tutti i meccanismi di salvaguardia dettati dalla normativa in atto». Dichiara ancora Norberto Venturi: «In molti ospedali naturalmente sono stati salvaguardati gli interventi riguardanti pazienti oncologici. Il punto vero è la prevenzione. Il Covid-19 ha rappresentato un vero e proprio tsunami sotto questo punto di vista. È del tutto evidente che il problema principale è l'impatto sulle strutture sanitarie. Certe ondate di ricoveri non si erano mai viste in precedenza e quindi è chiaro che si creano enormi problemi. Noi diamo una mano, consapevoli del fatto che il blocco della prevenzione e dello screening determina effetti negativi a cascata. Su determinate patologie oncologiche il blocco dello screening comporta un aumento della mortalità dal 12% al 16%. Ci sono riviste prestigiose e studi autorevoli che testimoniano questo. D'altronde si sono purtroppo verificati dei blocchi importanti a marzo e aprile, che però non sono stati recuperati per via dell'esplosione di questa seconda ondata».

Le altre iniziative
Dal 23 al 30 novembre ci sarà l'iniziativa "Non nasconderti dietro un dito". Nota Venturi: «Si tratta del percorso azzurro per la prevenzione dei tumori maschili. Nella locandina abbiamo scritto "evita di trovare scuse". Poi ci sono tanti Comuni della provincia che hanno aderito alla campagna Nastro Rosa Lilt 2020: Frosinone, Arce, Veroli, Anagni, Ceprano, Isola del Liri, San Giovanni Incarico, Colfelice, Amaseno, Supino, Ceccano, Aquino, Ripi, Ferentino, Atina, Falvaterra, Coreno Ausonio, Castelliri, Vallecorsa, Guarcino. Questi Comuni hanno voluto simbolicamente testimoniare la loro adesione illuminando di rosa i monumenti o i simboli della loro città, fornendo immagini di rara bellezza del territorio. È importante sottolineare però che abbiamo riscontrato una grande attenzione da parte della popolazione al tema della prevenzione oncologica.

Anche in un momento in cui la pandemia crea sentimenti di ansia, precarietà ed insicurezza. Stiamo assicurando pure consulenze grazie ad un folto gruppo di giovani psicologi della Lilt, i quali espletano la loro attività anche da remoto. Ma ripeto: è evidente come tra i danni collaterali della pandemia ci sia la ritardata diagnosi di gravi patologie oncologiche. E anche la difficoltà di accesso agli interventi chirurgici. Vorrei ricordare che le malattie cardiovascolari e quelle oncologiche rappresentano da anni le maggiori cause di mortalità. In Italia circa 600 persone al giorno muoiono per malattie cardiovascolari, 500 per patologie oncologiche. Ogni giorno nel nostro Paese vengono effettuate circa 1.000 diagnosi al giorno di cancro. Si tratta di numeri troppo alti, che non possono essere trascurati. Neppure in un momento particolare come quello che stiamo vivendo. Perché non c'è soltanto il Covid. E dopo il Covid bisognerà fare i conti con i danni che questa pandemia ha provocato pure sul piano sanitario».

Il gioco di squadra
Spiega Venturi: «Naturalmente tutto questo lavoro non potrebbe essere fatto senza il contributo di tanti colleghi». Ci sono ginecologi come Francesco Tomaselli, Costantino Magliocca, Maria Rosaria Pagliarella, Cristina Donfrancesco. Poi dermatologi come Giuseppe Papetti, Davide Molliconi, Gianmarco Mezzacapo, Cristiana Campana, Gabriella Panfili, Anna De Filippis, Federico Mancini. Quindi gli urologi: Vincenzo Corrado, Tommaso Trementozzi, Sergio Grossi. Ci sono altresì l'ecografista Fabio Celletti e la senologa Annalisa Paliotta. Gli otorini: Ivan Trimarchi ed Eugenio Maria Giangrande. Gli endocrinologi: Piero Maceroni, Emanuela Piroli, Barbara Maria Moneti. La nutrizionista è Lucilla Gatta. Rileva Norberto Venturi: «Un ringraziamento ai volontari: Adriana Roma, Marina Nardoni, Genesio Savona, Francesca Chiappini, Tiziana Cimino, Jibek Koichukeeva, Elena Di Nicuolo. E alle operatrici del servizio civile: Vania Silvestri e Lucilla Gatta».

Argomenta Norberto Venturi: «Al di là di quella che è l'attività della nostra associazione, dobbiamo entrare nell'ordine di idee che ci sono le altre malattie e che quindi le attività e le cure non possono assolutamente essere interrotte. Il cancro non va in vacanza e continua a colpire le persone che però vedono ristretta la possibilità di un adeguato accesso alle cure in termini di tempistica. E non vanno in vacanza neanche le altre malattie».