Micro-cellulari in carcere. La Polizia penitenziaria di Cassino scopre due detenuti in flagranza, mentre stavano intrattenendo una conversazione telefonica all'interno dell'istituto penitenziario. Secondo una prima ricostruzione dei fatti, i cellulari trovati e sequestrati nel penitenziario cassinate erano in uso a due detenuti italiani. A darne informazione è stata la Federazione sicurezza della Cisl (Fns Cisl Lazio).

A pesare, non solo l'illecita detenzione degli apparecchi telefonici ma anche l'utilizzo degli stessi: sarebbero stati sorpresi proprio mentre conversavano amabilmente.
Immediato l'intervento del personale di Polizia penitenziaria. Non poteva tardare il plauso della Fns Cisl al comandante della Casa Circondariale di Cassino e a tutti gli agenti «esprimendo soddisfazione a tutto il personale che ha contribuito al buon esito dell'operazione».

I precedenti
Il carcere di Cassino non è nuovo a operazioni simili.
Lo scorso 8 ottobre un blitz all'unisono in tutte le sezioni detentive ha portato alla scoperta di un altro cellulare, nascosto nelle parti intime di un detenuto. In quell'occasione a darne notizia era stato il Sappe.
Anche allora il sindacato ha elogiato il buon operato del personale della Polizia penitenziaria di Cassino per l'accurata perquisizione eseguita e per il costante impegno, ribadendo però come la situazione - più in generale -resti allarmante. «Urgono provvedimenti ministeriali e il Sappe continua a sollecitare interventi concreti come la dotazione degli agenti di strumentazione tecnologica per contrastare l'uso di cellulari in carcere» aveva aggiunto Somma.