Violazione delle norme sul voto assistito delle persone disabili nelle elezioni comunali del 2018 di Torrice (poi annullate), la procura chiede il rinvio a giudizio. È stata fissata al 12 marzo prossimo l'udienza preliminare a carico delle sei persone finite nell'inchiesta coordinata dal pm Alessandro Picchi e condotta dai carabinieri del Nucleo investigativo. Il caso è nato a seguito della segnalazione dell'ex candidato a sindaco Alfonso Santangeli e dei consiglieri con lui candidati, che avevano perso le elezioni per quattro voti (poi ridotti a due dal Tar prima del definitivo annullamento del Consiglio di Stato con tanto di commissariamento dell'ente), che ora si costituiranno parte civile attraverso l'avvocato Nicola Ottaviani.

I reati ipotizzati riguardano la violazione delle norme sul voto assistito a carico dell'allora vicesindaco Fabrizio De Santis che avrebbe apposto sulle tessere elettorali il timbro Avd che dà diritto ai disabili di votare con l'assistenza di un'altra persona, nonostante non potessero godere del beneficio. Secondo l'accusa il voto di questi elettori non era espressione loro, bensì dell'accompagnatore che così di fatto votava due volte. Anche il responsabile dell'ufficio elettorale Luca Uremi è accusato di aver apposto il timbro Avd su schede di persone non aventi diritto ad essere accompagnate e dell'apertura del plico contenente le schede elettorali della sezione "uno" violando i sigilli, al termine delle operazioni di scrutinio, senza riportarlo nel verbale consegnato in prefettura.

Corradino Savo, candidato al consiglio comunale, avrebbe offerto e consegnato a Valerio Petrongelli e Giuseppe Pinagrande (anche questi indagati), in qualità di intermediari in grado di reperire voti in suo favore, duecentocinquanta euro, promettendo buoni di benzina.
Su Augusto Ianni infine pende l'accusa di favoreggiamento in quanto, pur non avendo concorso nei reati, avrebbe aiutato De Santis a eludere le investigazioni contattando, insieme a lui, il figlio di un elettore per portarlo da un medico legale per sottoporlo a visita e integrare la documentazione per il voto assistito. Gli imputati sono difesi dagli avvocati Domenico Marzi, Vincenzo Savo, Marco Stirpe e Carlo Mariniello.