Altre carcasse, questa volta quasi intere, consunte dal tempo e in stato di decomposizione in via Lago, la strada che porta a Caira. Dopo i resti di una probabile macellazione clandestina a Nocione, nei pozzi consortili, ora il rinvenimento di due pecore morte sempre in territorio di Cassino fa scattare un nuovo allarme. Animalisti e ambientalisti sul piede di guerra: paura per le cause che hanno portato al decesso degli animali.

Potrebbero essere scappate da un allevamento e magari non essere riuscite più a tornare indietro, ma in quella zona che da via Sferracavalli intersecando il fiume Rapido arriva a Caira di verde ce n'è in abbondanza. Potrebbero essere state uccise da una malattia? Erano già malate o hanno contratto un morbo dopo? E perché gli allevatori, avendo comunque due capi in meno, non si sono affannati a segnalarlo alle competenti autorità, sapendo di non averli abbattuti per la macellazione? La paura che possa trattarsi di animali infetti si è fatta strada.

Ma non meno grave, l'ipotesi che siano capi di bestiame non censiti e quindi cresciuti "in nero".
Allevamenti non a norma, dunque: ipotesi altrettanto inquietante. Ad ogni modo, la scoperta avvenuta alcuni giorni fa grazie all'impegno di Edoardo Grossi commissario straordinario dell'Ansmi ha fatto salire nuovamente l'asticella dell'allarme, in una zona sottoposta a diverse criticità. A pochi passi dalle nuove carcasse scoperte tra l'erba, rifiuti dati alle fiamme: visibili senza difficoltà ancora residui di materiale di diversa composizione ormai quasi del tutto inceneriti, segno che lo smaltimento illegale e i connessi roghi avvistati e segnalati a tutte le ore restano un problema affatto risolto.

I precedenti
All'interno di un secondo pozzo consortile sono stati di recente individuati e segnalati altri scarti animali dopo i primi che già avevano suscitato sdegno. Una situazione che ha indignato residenti e ambientalisti, increduli per la noncuranza con cui ignoti continuano sulla stessa strada. Il primo pozzo consortile utilizzato come discarica, a un centinaio di metri dai rifiuti a cielo aperto dissotterati dopo battaglie e inchieste ventennali a Nocione, per smaltire resti di animali da allevamento era stato segnalato a carabinieri e Asl a settembre. Nei giorni scorsi la nuova scoperta.